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il lutto

Ci lascia a 83 anni la principessa in esilio che amava il pianoforte

Tra concerti in mezzo mondo e una corona mancata, una storia che sembrava un film

Fabio Russello

15 Gennaio 2026, 20:24

Ci lascia a 83 anni la principessa in esilio che amava il pianoforte

La principessa Irene di Grecia e Danimarca, pianista concertista, studiosa di filosofia indiana e figura atipica nel panorama delle dinastie europee, è morta oggi a 83 anni a Madrid, nel Palazzo della Zarzuela, residenza privata dei sovrani spagnoli, accanto alla sorella Sofia, regina emerita di Spagna.

La notizia è stata diffusa con una breve nota dal nipote, re Felipe VI. Nata a Città del Capo l’11 maggio 1942 durante l’esilio della famiglia reale greca, Irene era la terzogenita di re Paolo di Grecia e della regina Federica di Hannover. Rientrata in patria nel 1946, ricevette un’educazione cosmopolita, con interessi per filosofia, archeologia e lingue. Allieva della celebre Gina Bachauer, raggiunse livelli artistici internazionali e fu con ogni probabilità la prima reale europea a esibirsi come pianista professionista negli Stati Uniti. Nel giugno 1969 suonò alla Royal Festival Hall di Londra insieme alla sua maestra Bachauer e alla Cincinnati Symphony Orchestra diretta da Max Rudolf, interpretando il Concerto per due pianoforti di Bach.

La critica britannica applaudì l’esecuzione per “tecnica ammirevole, vivo senso del ritmo e intensità di sentimento”. “La musica – amava ripetere la principessa – ti porta il più vicino possibile a Dio”. Tra il 1964 e il 1965 fu erede presuntiva al trono di Grecia, in seguito alla rinuncia della sorella Sofia ai diritti dinastici al momento del matrimonio con Juan Carlos di Borbone. Dopo la deposizione del fratello Costantino II, lasciò il Paese e visse a lungo tra Roma e l’India, dove si dedicò allo studio delle religioni comparate, approfondendo in particolare la filosofia Advaita Vedānta sotto la guida del filosofo T. M. P. Mahadevan a Madras.

Dall’esperienza indiana maturò anche il suo impegno umanitario e spirituale. Nel 1986 fondò a Madrid l’organizzazione Mundo en Harmonía, attiva fino al 2023 nella promozione della solidarietà, della non violenza e della compassione verso gli animali. Negli anni Ottanta si distinse per un progetto che prevedeva il trasferimento in India di migliaia di mucche destinate all’abbattimento nell’ambito delle politiche agricole europee, per metterle al servizio delle comunità più povere. Dal 1980 la Spagna divenne la sua dimora definitiva.

Dopo la morte della madre Federica, Irene si stabilì alla Zarzuela. Nel 2018 ottenne la cittadinanza spagnola, rinunciando a quella greca. Vegana, riservata e lontana dai riflettori, fu tuttavia attiva in numerose fondazioni culturali e umanitarie internazionali, tra cui la Yehudi Menuhin Foundation, la Mahadevan Foundation e il Peres Center for Peace. Nel 2002 le fu diagnosticato un tumore al seno. La sua vita anticonvenzionale è raccontata nel volume “Irene de Grecia, la princesa rebelde” della giornalista Eva Celada. Non si sposò e non ebbe figli. In gioventù ebbe una relazione con l’avvocato ateniese Stavros Strastigis, interrotta nel 1965 per volontà della madre, la regina Federica, che auspicava per lei un matrimonio di rango reale. Dopo quell’episodio scelse un percorso indipendente, dedicato alla musica, alla filosofia e all’impegno umanitario.