Attualità
Dissesto al Comune di Modica, 80 milioni di debiti
Sono 387 le istanze che i creditori hanno inviato all'ente municipale
La conferenza stampa tenutasi a palazzo San Domenico
I primi numeri ufficiali del dissesto finanziario del Comune cominciano ad emergere. È solo un primo step della massa debitoria che il sindaco, Maria Monisteri, ha illustrato incontrando la stampa nella sala “Giorgio Spadaro” di Palazzo San Domenico. Secondo i dati forniti dall’Organo straordinario di liquidazione (presidente Giuseppe Sapienza, componenti Giuseppe Bartolilla e Giovanni Torre) la massa debitoria è pari a euro 80.121.494,36, che è la somma delle istanze che 387 creditori hanno inviato all’ente. I termini di quel bando, come ha sottolineato il sindaco sono solo ordinatori, consentono che altre istanze potranno essere accettare e incluse.
Per fare chiarezza in un terreno dove non è facile districarsi, l’ammontare complessivo del debito manca di alcuni dati importanti e necessari per comporre nel suo insieme la massa totale del debito. Il riferimento va al disavanzo di amministrazione che si è accumulato negli anni e che fa innanzitutto riferimento alle normative di trasferimento di somme al Comune come prestito (DL 34, DL 35 del 2013) per il pagamento dei debiti scaduti della pubblica amministrazione, per il riequilibrio finanziario degli enti territoriali che ammontano a circa 110 milioni di euro, poi i debiti fuori bilancio di cui al momento non si conosce l’esatta entità. Ma di tutto ciò il sindaco non ha parlato annunciando che il tema sarà oggetto di un secondo step con una conferenza stampa in cui saranno snocciolati dati e modi di estinzione del debito.
Il dissesto votato a maggioranza dal consiglio comunale di Modica la sera del 30 gennaio dello scorso anno fu il casus belli che aprì una frattura profonda e irreversibile tra la sindaca eletta allora nelle liste della Dc e l’on. Ignazio Abbate, già sindaco dal 2013 al 2022, e leader ancora oggi di quel partito che dissentì da quell’atto estremo. La presidente del Consiglio comunale, Mariacristina Minardo annuncia intanto l’istituzione di una commissione d’inchiesta sulle cause del dissesto. La sindaca ha aperto dunque una fase di gestazione del dissesto annunciando l’adesione all’invito della Osl della procedura semplificata di liquidazione che consente all’organo di definire transattivamente le pretese creditorie, offrendo il pagamento di una somma variabile tra il 40 e il 60% del debito ammesso alla massa passiva entro trenta giorni dall’accettazione della proposta transattiva.
Quali strumenti ha il Comune per fronteggiare questa massa passiva? Il sindaco ha informato che sul piatto ci sono dieci milioni di euro racimolati in questi due anni della sua amministrazione; la duplicazione delle entrate tributarie (l’evasione una delle cause primarie del dissesto), avanzi di amministrazione dovuti al taglio drastico delle spese, l’alienazione dei beni immobili (si valuta una cifra di 2.500.000,00 di euro), residui attivi e nuovi introiti da accertamenti. «Credo che il debito complessivo del dissesto possa essere estinto entro il 2028 (data di scadenza del suo mandato); dietro questi numeri per ritrovare un equilibrio c’è un lavoro instancabile dell’amministrazione, dei dirigenti e degli uffici e questo sta a dimostrare che con il lavoro e lo spirito di abnegazione si possano raggiungere traguardi talvolta impensabili». Quale segnale politico ha inteso inviare oggi con questa conferenza stampa? «È una conferenza stampa, commenta il sindaco, che ha il significato di rendere noto un percorso di trasparenza attesa la prima deliberazione dell’Osl che fa un primo rendiconto. L’organo è pronto per iniziare l’opera transattiva con l’applicazione della procedura semplificata che adesso la giunta aderendo alla proposta, accetterà».
Marco Sammito