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Sicurezza e mobilità

Geologi e archeologi in campo: la via di fuga del Villaggio Mosè accelera verso il cantiere

Dal viale Leonardo Sciascia alla Mosella: il piano del Comune per decongestionare il traffico

Rita Baio

16 Gennaio 2026, 19:22

Viale Sciascia-Viale Cannatello: si realizza una strada di collegamento

Dopo la progettazione, è la volta dei servizi di geologia, archeologia e calcoli strutturali. La via di fuga del Villaggio Mosè continua il suo percorso verso la realizzazione. E non si tratta soltanto di garantire una maggiore sicurezza agli abitanti. Perché è anche un’importante valvola di sfogo al traffico, soprattutto nei periodi di maggiore afflusso. Come, ad esempio, durante la stagione estiva.

«La realizzazione della nuova via di fuga – spiega Garlando Principato, assessore comunale ai Lavori pubblici di Agrigento – non risponde soltanto a una esigenza di sicurezza ma si inserisce in una visione più ampia di miglioramento della viabilità dell’intera area, ma consentirà il collegamento di viale Cannatello con viale Leonardo Sciascia attraverso l’unione e l’adeguamento delle vie Boris Giuliano, Sirio e Michele Lizzi. Questo è il frutto di una programmazione concreta e di lungo respiro. Tra l’altro, si tratta anche di un intervento che si integra con la strada Mosella, per la quale nei giorni scorsi sono stati affidati i lavori, dando vita a un sistema viario pensato per decongestionare viale Cannatello, migliorare i collegamenti e rendere più fluida la circolazione. Un potenziamento viario che, insieme al nuovo impianto di illuminazione di via Boris, peraltro già attivato, si traduce in una migliore vivibilità per i residenti, maggiore serenità nella mobilità quotidiana e anche una più semplice fruibilità delle attività commerciali che, in tal modo, saranno più accessibili e meglio collegate».

Già nel 2022 il Comune ha chiesto alla Protezione civile la realizzazione della via di fuga tra i viali Sciascia e Cannatello «per garantire – si legge nella nota inviata al Dipartimento di Protezione civile – il superamento delle criticità derivanti anche da eventi calamitosi».

«Chi amministra – prosegue Principato – ha il dovere di prevenire e non di rincorrere le emergenze. Oggi siamo ai fatti perché si è concluso l’iter di affidamento della progettazione e sono stati aggiudicati i servizi di geologia, archeologia e dei calcoli strutturali. Passaggi obbligati e concreti che permettono di procedere verso un progetto esecutivo cantierabile. E questa è proprio la direzione che stiamo seguendo: programmare opere utili, integrate e concrete, capaci di snellire il traffico e migliorare realmente la qualità della vita dei cittadini».