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Sanremo, l’idea che divide: una statua per Pippo Baudo. Ma prima serve il sì della famiglia

Tra memoria, legge e città: così nasce il progetto per onorare il “re dell’Ariston”

Redazione La Sicilia

17 Gennaio 2026, 20:00

Sanremo, l’idea che divide: una statua per Pippo Baudo. Ma prima serve il sì della famiglia

C’è chi a Sanremo, passando accanto alla statua di Mike Bongiorno, già immagina un secondo bronzo. Sarebbe quello di Pippo Baudo, il conduttore che più di ogni altro ha intrecciato il proprio destino con il Festival. Il progetto non è solo una suggestione: il Comune di Sanremo ci sta ragionando e il sindaco Alessandro Mager si dice pronto. Con un caveat, però, tanto semplice quanto decisivo: prima serve l’autorizzazione degli eredi di Baudo all’uso della sua immagine. Senza quel consenso, il monumento non può vedere la luce. Una scelta che richiama non soltanto la storia della televisione italiana, ma anche il terreno, spesso scivoloso, del diritto all’immagine post mortem.

Un’ipotesi concreta, un vincolo chiaro

Secondo le parole del sindaco Mager, l’idea è quella di un omaggio permanente alla memoria di Pippo Baudo nello spazio urbano. Il modello è proprio la statua di Mike Bongiorno in via Escoffier: un punto di passaggio iconico per turisti e fan, a due passi dall’Ariston. Ma l’amministrazione vuole muoversi “condivisione” alla mano: il Comune ha già avviato contatti con Tiziana Baudo e con Dina Minna, storica collaboratrice del conduttore, per ottenere il necessario via libera. Tra le collocazioni possibili, oltre a via Escoffier, spunta anche piazza Borea d’Olmo, davanti al teatro che da settantasei edizioni è il cuore del Festival. L’intenzione è esplicita, la procedura altrettanto: senza consenso degli aventi diritto, niente statua.

Perché proprio a Sanremo

Se c’è una città che può legittimamente ambire a un tributo del genere, è Sanremo. Il legame tra Baudo e l’Ariston è scolpito nella memoria collettiva e nei numeri: 13 conduzioni, record assoluto, dalle edizioni del 1968 al 2008, con la serie impressionante dei cinque Festival consecutivi tra 1992 e 1996. È la cifra che ha trasformato Pippo Baudo nel “re dell’Ariston”, insieme alla sua abilità di scoprire talenti e governare lo show. Un primato riconosciuto in modo trasversale dalla stampa e confermato dalle cronache ufficiali.

Che cosa significa “consenso degli eredi”

Dietro un monumento c’è sempre un artista, un finanziamento, un iter amministrativo. Ma, quando il soggetto è una persona riconoscibile, c’è soprattutto il nodo del diritto all’immagine. In Italia, la tutela è fissata dall’articolo 10 del Codice civile e dagli articoli 96 e 97 della Legge sul diritto d’autore: in sintesi, l’immagine altrui non può essere esposta o riprodotta senza consenso, salvo eccezioni specifiche (notorietà, finalità culturali, giustizia, polizia, interessi pubblici). Dopo la morte, la legittimazione a dare o negare il consenso si trasferisce ai congiunti/eredi, i quali possono anche agire per tutelare il decoro e la dignità del defunto. Nel caso sanremese, il Comune si sta muovendo in modo conforme alla normativa: il passaggio con gli eredi è un atto dovuto, non una cortesia.

Pippo Baudo, il perché di un tributo

L’ipotesi di una statua ha senso non per nostalgia ma per sostanza. Pippo Baudo, scomparso il 16 agosto 2025 a 89 anni, è stato un costruttore di televisione, capace di fondere ritualità popolare e ambizione culturale. È sul palco dell’Ariston che ha scritto la parte più visibile della sua biografia pubblica: 13 conduzioni, cinque di fila negli anni Novanta, e una lunga scia di momenti-cardine per la musica leggera italiana. La sua morte ha scosso il Paese, come testimoniano il cordoglio istituzionale e il ricordo di colleghi e artisti lanciati proprio da lui.

L’elenco delle edizioni firmate da Baudo è una linea del tempo del costume: 1968, 1984, 1985, 1987, poi dal 1992 al 1996, quindi 2002, 2003, 2007 e 2008. Da Sergio Endrigo a Simone Cristicchi, passando per Giorgia, Ron e Tosca, Matia Bazar, sono moltissime le canzoni e gli artisti entrati nel canone pop grazie ai suoi Festival. La dimensione “maieutica” del suo Sanremo – la capacità di scovare e valorizzare nuove voci – è parte integrante dell’eredità di Baudo, ricordata anche da chi a Sanremo è “nata” artisticamente, come Laura Pausini.