Attualità
"Il rapper Shaka Muni lancia messaggi negativi, perché era presente a scuola a Vittoria?"
Le mamme dell'Enrico Fermi hanno contestato la scelta di farlo partecipare all'assemblea d'istituto, la preside: "Il confronto con i ragazzi in un ambiente protetto"
Il rapper Shaka Muni
Sabato mattina l’istituto “Enrico Fermi” di Vittoria ha accolto, nell’ambito dell’assemblea studentesca, il giovane rapper siciliano Simone Oteri, in arte Shaka Muni.
Originario di Catania, l’artista è rapidamente diventato un volto popolare tra gli adolescenti: le sue canzoni hanno superato un milione e mezzo di visualizzazioni su YouTube e totalizzato circa 500.000 stream su Spotify.
La partecipazione del musicista, tuttavia, non è stata condivisa da tutti. Un gruppo di genitori ha manifestato forte preoccupazione, ritenendo i messaggi dell’artista inadatti a un contesto scolastico.
«Non eravamo stati informati della partecipazione di questo rapper – spiegano alcune mamme -. Dopo aver visto i suoi video su YouTube, in cui compaiono gesti come la simulazione di pistole, riteniamo che i contenuti siano violenti e poco adatti a un contesto scolastico».
Le famiglie hanno chiesto chiarimenti alla dirigenza, interrogandosi sull’iter con cui l’iniziativa è stata autorizzata. Hanno inoltre ricordato che, in passato, una proposta ritenuta analoga – l’invito a scuola di una pornostar – era stata immediatamente respinta dal consiglio d’istituto, convocato d’urgenza per impedirne lo svolgimento.
La dirigente scolastica, Rosaria Costanzo, ha fatto il punto sulla vicenda: «La presenza di Shaka Muni era inserita nel programma dell’assemblea d’istituto, organizzata direttamente dai ragazzi. L’incontro si è svolto in un ambiente protetto, con la costante vigilanza degli insegnanti, che hanno guidato il dialogo e monitorato i contenuti trattati. Posso assicurare che nulla è andato fuori dalle regole».
La capo d’istituto ha aggiunto di comprendere le perplessità dei genitori, sottolineando però il valore educativo del confronto: «È importante che il dialogo avvenga a scuola e non solo sui social. Continueremo comunque a vigilare, come sempre, per garantire il benessere dei nostri studenti».