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Attualità

I debiti del Comune di Modica, D'Antona: "Per undici anni siamo rimasti inascoltati nonostante i nostri appelli"

L'esponente di Sinistra Italiana definisce il quadro delle criticità: "Disavanzo di oltre 200 milioni di euro"

Giorgio Liuzzo

18 Gennaio 2026, 16:55

Modica, D'Antona: "Tutelare le ville storiche del quartiere Sorda"

Vito D'Antona (Sinistra italiana)

Si delineano i contorni e i primi effetti del dissesto finanziario del Comune di Modica. A renderlo noto è Vito D'Antona, esponente di Sinistra Italiana, che in una nota sottolinea: “Il lavoro della Commissione straordinaria di liquidazione ha accertato una massa passiva, data dai debiti non ancora pagati dal Comune, di oltre ottanta milioni di euro, discendenti da 387 domande pervenute dai fornitori. Se a questa somma si aggiungono oltre novanta milioni di euro da restituire allo Stato per anticipazioni di cassa ottenute dal Comune negli anni scorsi e i debiti fuori bilancio non ancora interamente quantificati, si può presumere che il debito complessivo a carico del Comune sia di oltre duecento milioni di euro”. “Adesso – prosegue D'Antona – si avvierà un'operazione tesa a saldare i fornitori mediante una proposta di transazione che riconoscerà a ciascun creditore tra il 40% e il 60% della somma spettante e il pagamento entro trenta giorni. In sostanza questa è la prima conseguenza negativa del dissesto, in quanto le imprese che hanno fornito lavori e servizi al Comune in questi anni, se vogliono essere saldate entro un breve lasso di tempo, saranno costrette a rinunciare ad una parte del loro dovuto, sottraendo così alle aziende ed al tessuto economico cittadino alcune decine di milioni di euro; inoltre al Comune spetta garantire la necessaria liquidità per chiudere la fase di transazione, con un aggravio sulla situazione finanziaria”. Sul piano politico, D'Antona richiama le responsabilità maturate nel tempo: “Ribadiamo come, negli ultimi undici anni, siamo rimasti inascoltati quando dall'opposizione abbiamo denunciato la sottovalutazione della situazione finanziaria, lo smantellamento dell'ufficio tributi, la costante mancanza di azione per la riscossione delle entrate, l'espansione senza controllo della spesa”.