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"Il pennello a mare fluttua libero, rischio disastro". Il Comitato Mare Nostrum lancia l'ultimatum e chiede un Consiglio comunale urgente

Porto Empedocle "Città del Mare" o polo industriale? La sfida per salvare le spiagge dai danni ambientali

20 Gennaio 2026, 11:50

"Il pennello a mare fluttua libero, rischio disastro". Il Comitato Mare Nostrum lancia l'ultimatum e chiede un Consiglio comunale urgente

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Non c’è pace per il litorale di Marinella. Quello che doveva essere un presidio contro l’emergenza idrica siciliana si sta trasformando, giorno dopo giorno, in un caso di presunta mala gestione ambientale e amministrativa. Il Comitato Mare Nostrum, guidato dal presidente Maurizio Saia, ha rotto gli indugi inviando, lo scorso 17 gennaio, una richiesta ufficiale al Presidente del Consiglio Comunale di Porto Empedocle per l’indizione di una seduta aperta e urgente.

L’allarme: il "pennello" fluttuante

Al centro della denuncia civica vi è una situazione visibile a occhio nudo: il cosiddetto "pennello a mare", la condotta destinata allo sversamento della salamoia prodotta dal nuovo dissalatore, fluttua libero sulla superficie dello specchio d’acqua. Una deriva che il Comitato definisce come un pericolo imminente, temendo che la struttura possa sganciarsi definitivamente. "Un’immagine che testimonia l’immobilismo delle autorità", denunciano dal Comitato, parlando di una vera e propria "catalessi istituzionale" che mette a rischio la sicurezza della navigazione e l'ecosistema marino.

Battaglia legale e politica

Il documento, inviato per conoscenza anche al Sindaco e al Prefetto, punta il dito contro il Decreto Commissariale n. 42 del 17 dicembre 2025. Le accuse sono pesanti: si ipotizza un danno all'erario e un grave pregiudizio per l’economia turistica della città. Porto Empedocle, la Vigata di Camilleri, rischia di vedere compromessa la propria immagine proprio sulla spiaggia di Marinella.

"Chiederemo al Consiglio di esprimersi sul danno ambientale causato dalla salamoia e sugli errori tecnici di realizzazione", dichiara Maurizio Saia. La strategia del Comitato è chiara: smontare l’impianto "provvisorio" per puntare su una soluzione fissa e strutturata nella zona industriale ex Asi, dove già esistono le infrastrutture necessarie.

Una visione per il futuro

Oltre alla protesta, Mare Nostrum lancia una proposta identitaria: trasformare Porto Empedocle in una vera "Città del Mare". Per farlo, però, è necessario invertire la rotta, riparando ai danni urbanistici e ambientali del passato. Il Consiglio Comunale sarà il primo banco di prova per capire se la politica locale avrà il coraggio di affrontare quella che si preannuncia come una delle battaglie civili più accese del 2026.