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Economia

La Cgil: "Oltre 37mila disoccupati in provincia di Ragusa"

Il segretario generale Roccuzzo: "Le donne sono le più colpite. Si osserva anche un forte squilibrio territoriale"

21 Gennaio 2026, 11:16

Giuseppe Roccuzzo

Il segretario generale Cgil Ragusa Giuseppe Roccuzzo

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Nella provincia iblea sono 37.329 i cittadini in cerca di lavoro iscritti in conservazione ordinaria, nella fascia d’età 18-67 anni. È il dato centrale della Relazione Statistica Occupazione 2025 elaborata dall’Osservatorio Cgil Ragusa, un documento che restituisce l’immagine di un mercato del lavoro ancora fragile, segnato da marcate disparità territoriali e da un persistente squilibrio di genere.

Gli uomini senza occupazione sono 17.478 (46,8%), le donne 19.851 (53,2%), con un differenziale di 2.373 unità a sfavore della componente femminile: in media, si contano circa 114 donne disoccupate ogni 100 uomini.

«Questi numeri raccontano una provincia che fatica ancora a trasformare la ripresa economica in occupazione stabile e di qualità» – commenta il segretario provinciale della Cgil, Giuseppe Roccuzzo. A preoccupare non è solo il dato assoluto, ma la sua distribuzione diseguale e il peso che continua a gravare sulle donne, troppo spesso escluse o espulse dal mercato del lavoro.

L’analisi per area conferma che oltre il 43% della disoccupazione provinciale si concentra nei soli comuni di Vittoria e Ragusa. La percentuale è calcolata sul totale degli iscritti in conservazione ordinaria e non sulla popolazione residente delle singole città. Vittoria conta 8.493 persone senza lavoro (22,7%), segue Ragusa con 7.761 (20,8%) e Modica con 5.792 (15,5%). Questi tre centri, insieme, sfiorano il 60% del fenomeno provinciale, con 22.046 disoccupati complessivi.

Agli antipodi, i comuni più piccoli – come Giarratana e Monterosso Almo – presentano i numeri più contenuti, in linea con la minore densità demografica.

«Questa concentrazione – sottolinea Roccuzzo – dimostra che le politiche del lavoro non possono essere uniformi: servono interventi mirati, calibrati sulle specificità economiche e sociali dei singoli territori».

Il divario di genere è diffuso ma non omogeneo. In quasi tutti i comuni le donne senza impiego superano gli uomini, con picchi significativi a Giarratana, dove le disoccupate sono quasi il doppio (207 contro 117), e a Pozzallo, che tra i centri medio-grandi registra lo squilibrio più marcato, con circa 400 donne in più rispetto agli uomini.

Situazioni più equilibrate emergono a Santa Croce Camerina e Scicli, mentre Ispica rappresenta l’unica eccezione provinciale, con 87 uomini disoccupati in più rispetto alle donne.

«Il gender gap occupazionale – afferma il segretario della Cgil – non è un dato neutro: è il risultato di scelte economiche, culturali e sociali che continuano a penalizzare le donne, soprattutto nei territori dove mancano servizi, welfare e opportunità di lavoro stabile».

E ancora: «Serve una strategia di lungo periodo – conclude Giuseppe Roccuzzo – serve conoscere e riuscire a coniugare il meccanismo di formazione con le reali esigenze produttive del territorio, superando il metodo del click-day come strumento per l'individuazione delle opportunità formative da erogare. Questo metodo spesso taglia fuori, in termini di formazione, ciò che realmente necessita il mercato del lavoro nel nome di una semplificazione che può rimanere fine a sé stessa. Occorre mettere al centro il lavoro dignitoso, che superi le disuguaglianze e restituisca prospettive reali a migliaia di famiglie della nostra provincia. I numeri non sono fredde statistiche: dietro ogni dato c’è una persona, una storia, un futuro sospeso».