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l'allarme

"Harry ci sta avvertendo: il viale delle Dune non regge più". Legambiente chiede una rivoluzione: via asfalto e piste ciclabili, spazio alla natura

Il Circolo Rabat boccia le barriere rigide e propone un piano di resilienza: rinaturalizzazione del cordone dunale e viabilità a "pettine" per salvare la costa di Agrigento dall'erosione

21 Gennaio 2026, 13:40

13:44

"Harry ci sta avvertendo: il viale delle Dune non regge più". Legambiente chiede una rivoluzione: via asfalto e piste ciclabili, spazio alla natura

Daniele Gucciardo

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Non è stato solo un evento meteorologico estremo, ma un ultimo, disperato avvertimento. Il ciclone "Harry", con le sue mareggiate implacabili, ha messo a nudo la fragilità del Viale delle Dune, riaccendendo il dibattito sulla gestione della costa agrigentina. A rompere il silenzio è il Circolo Rabat di Legambiente, che attraverso le parole del presidente Daniele Gucciardo lancia un appello alla resilienza: non basta più reagire alle emergenze, bisogna cambiare paradigma.

Il fallimento delle barriere rigide

Secondo Legambiente, l’errore più grande sarebbe rifugiarsi nelle vecchie soluzioni. «Non possiamo pensare di difenderci costruendo nuove barriere rigide o frangiflutti di massi», spiega Gucciardo. Queste strutture, lungi dal risolvere il problema, creano un effetto rimbalzo: l’energia delle onde si concentra anziché disperdersi, finendo per aggravare l’erosione nei tratti adiacenti.

La strategia proposta dal Circolo Rabat è opposta: fare un passo indietro. La soluzione risiede nel ripristino di spiagge ampie e libere da costruzioni, aree dove la natura possa sfogare la propria forza senza incontrare ostacoli artificiali. «In questo modo – si legge nella nota – la sabbia trasportata dalle correnti può depositarsi naturalmente, riducendo l’impatto sulle zone interne anche durante eventi come Harry».

Infrastrutture contro Natura: un conflitto insanabile

Sotto accusa finisce l’intera urbanizzazione della fascia costiera. Riempimenti ASI, eliporti, solarium, piazzali e persino le piste ciclabili sono visti come elementi che non si adattano alla dinamica del mare, ma anzi ne accelerano il degrado. L’analisi del Circolo Rabat è netta: queste infrastrutture sono esse stesse causa dell’erosione che poi le distrugge.

Per mettere in sicurezza la costa, Legambiente propone tre punti d’azione drastici ma necessari. Rinaturalizzazione: rimozione dell'asfalto e delle strutture artificiali che impediscono il movimento della sabbia. Ricostruzione delle dune: reimpianto di flora autoctona per stabilizzare il suolo e creare recinzioni naturali contro il calpestio. Addio al Viale delle Dune come lo conosciamo: eliminazione della viabilità parallela alla costa per favorire il recupero spontaneo della vegetazione.

La rivoluzione della viabilità: il sistema a "pettine"

La proposta più radicale riguarda il ripensamento del traffico. L'idea è quella di abbandonare il transito longitudinale sul viale costiero a favore di un sistema a "pettine": la via degli Imperatori diventerebbe l’unico asse principale, mentre le traverse esistenti servirebbero da collegamento con case e spiagge. Questa configurazione permetterebbe un accesso controllato, riducendo l'impatto antropico sulle zone più delicate.

«Dobbiamo progettare con intelligenza e cercare fondi per riparare la nostra costa, non per sfidare la natura», conclude Gucciardo. La sfida è lanciata: per garantire un futuro sostenibile ad Agrigento, occorre il coraggio di demolire il passato cementizio per lasciare spazio al futuro naturale.