Attualità
Strage di Cutro, il giudice è vittoriese
Si chiama Alfonso Scibona e ha quarantacinque anni
Il giudice Alfonso Scibona
Il processo per la strage di Cutro, avvenuta tra il 25 e 26 febbraio 2026, durante la quale morirono 94 migranti (fra cui 35 minori), farà notizia anche a Vittoria. E non solo per l'aspetto umanitario della triste vicenda relativa al tema dell'immigrazione. Il presidente del Tribunale collegiale di Crotone, infatti, è un figlio della città iblea. Il presidente del collegio giudicante è Alfonso Scibona, nato a Vittoria 45 anni fa. Chi lo conosce lo descrive come persona schiva che ama lavorare lontano dai riflettori mediatici. Nel 2018, dopo avere conseguito la laurea e l'abilitazione alla professione di magistrato, è stato assegnato al Tribunale di Crotone, prima alla sezione civile e in seguito a quella penale. Il processo, la cui prima udienza s'è svolta il 14 gennaio scorso, ha subito il primo rinvio al 30 gennaio prossimo per un errore nell'attribuzione del collegio penale. Il processo di Cutro ha già attirato l'attenzione di tutti i mass media nazionali accreditatisi per seguire la prima udienza del dibattimento processuale. Non tanto per la falsa partenza, bensì perché il Tribunale di Crotone ha disposto il divieto di effettuare foto e riprese tv in aula «per garantire il sereno e regolare svolgimento dell'istruttoria dibattimentale». Una disposizione che non è stata presa molto bene dai media e che ha scatenato non poche polemiche.
Un processo molto delicato, quello che vede protagonista il magistrato vittoriese. Fra gli imputati ci sono militari della Guardia di finanza e della Guardia costiera che erano in servizio la notte tra il 25 e 26 febbraio del 2023. Sono accusati di non essere intervenuti per evitare il naufragio del peschereccio Summer Love che trasportava i migranti. Le parti civili sono 86 tra sopravvissuti, familiari delle vittime, Ong ed associazioni. Alla vigilia dell'avvio del processo i familiari hanno dichiarato “che è difficile vivere senza verità e sopravvivere ogni giorno con le ombre dei nostri cari che sono arrivati morti sulle vostre coste”.