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il caso

“Non vi dichiaro marito e moglie”: il matrimonio olandese scritto su ChatGpt non vale (e fa giurisprudenza)

A Zwolle un’amicizia, una risata e un clic su ChatGPT hanno cancellato un “sì” che non c’è mai stato. Cosa è successo davvero, perché la legge è intervenuta, e cosa insegna questa storia a chi usa l’intelligenza artificiale in cerimonie ufficiali

23 Gennaio 2026, 19:29

19:30

“Non vi dichiaro marito e moglie”: il matrimonio olandese scritto da un’IA che ha fatto giurisprudenza

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È il 19 aprile 2025 e, a Zwolle, nel nord dei Paesi Bassi, una coppia si scambia promesse romantiche e spiritose, dettate da una mano insolita: l’intelligenza artificiale. Applausi, foto, torta. Poi il vuoto: a distanza di mesi, quel matrimonio viene dichiarato inesistente. La Rechtbank Overijssel stabilisce che in quell’aula non è stata pronunciata la dichiarazione legale prevista dal Codice Civile olandese. Tradotto: senza quelle parole, non c’è matrimonio. E l’atto va cancellato dai registri. Un caso che fa il giro del mondo e che, al di là del colore, alza una domanda di fondo: fino a dove può spingersi la creatività — umana o algoritmica — dentro un atto civile?

I fatti: cosa è successo

Secondo la decisione depositata il 5 gennaio 2026 la coppia aveva scelto un amico come celebrante, nominato per l’occasione “eendagsbabs” — cioè “Buitengewoon Ambtenaar van de Burgerlijke Stand per un giorno”, formula prevista in Olanda che consente a una persona di officiare un singolo matrimonio, sotto la supervisione di un funzionario comunale. Nella cerimonia, l’amico-ufficiale ha letto un discorso “leggero” che, in alcuni passaggi, chiamava gli sposi a “sostenersi, stuzzicarsi e abbracciarsi anche quando la vita si farà difficile”; chiudeva con la formula “vi dichiaro non solo marito e moglie, ma soprattutto una squadra, una coppia strampalata, l’amore e la casa l’uno dell’altro”. Mancava però la parte cruciale: la doppia dichiarazione formale con cui gli sposi “si accettano come coniugi” e “si impegnano a compiere fedelmente i doveri che la legge collega allo stato coniugale”. Senza quella, per il giudice, “nessun matrimonio è sorto”.

La ricostruzione ufficiale spiega che l’Openbaar Ministerie (Procura) dell’Oost-Nederland ha chiesto al tribunale di ordinare alla Gemeente Zwolle di cancellare l’atto di matrimonio, perché iscritto per errore. La richiesta è stata accolta: l’atto, pur registrato nel BRP (l’anagrafe nazionale olandese), va “stralciato”. La corte ha riconosciuto il dispiacere della coppia — che chiedeva almeno di conservare la data simbolica del 19 aprile 2025 —, ma ha ribadito che “il giudice non può ignorare ciò che stabilisce la legge”.

ChatGPT ha davvero scritto quelle promesse? La smentita degli sposi

C’è un dettaglio importante che diversi titoli hanno semplificato. In un’intervista anonima concessa a un’emittente olandese, gli sposi hanno negato che l’intera cerimonia fosse “scritta da ChatGPT”. Secondo la loro versione, il loro amico avrebbe redatto il discorso e poi avrebbe “chiesto all’IA se il testo fosse giuridicamente valido”. In ogni caso, la sostanza non cambia per il tribunale: quelle parole, così come pronunciate, non soddisfacevano la formula legale. È un punto utile per capire il perimetro del problema: non è l’uso di un’IA in sé a essere vietato, ma l’omissione della “dichiarazione essenziale” prevista dall’art. 1:67.

Cosa dice esattamente la legge olandese

L’articolo 1:67, paragrafo 1, del Burgerlijk Wetboek recita — nella versione ufficiale in olandese — che “gli sposi devono dichiarare, davanti all’ufficiale di stato civile e alla presenza dei testimoni, che si accettano reciprocamente come coniugi e che adempiranno fedelmente tutti i doveri che la legge collega allo stato coniugale”. Subito dopo, secondo il paragrafo 2, l’ufficiale dichiara le parti unite in matrimonio e redige l’atto. Sono parole vincolanti: possono essere integrate da promesse personalizzate, ma non sostituite. La loro assenza non rende il matrimonio “difettoso”: lo rende, giuridicamente, inesistente.

L’equivoco della “creatività”: dove finisce la poesia e comincia il diritto

Gli sposi volevano una cerimonia informale, il celebrante cercava un registro più “autentico” e ChatGPT ha offerto un canovaccio immediato, accattivante, persino tenero. Ma un matrimonio civile non è un reading poetico: è una pubblica dichiarazione di volontà con conseguenze giuridiche concrete (regime patrimoniale, successione, status genitoriale, previdenza, fiscalità). In Olanda, come in molti ordinamenti, il rito ammette personalizzazioni, ma richiede un nucleo minimo obbligatorio. Nell’episodio di Zwolle quel nucleo è saltato: la domanda del celebrante e le risposte degli sposi non contenevano la “presa in carico” dei doveri coniugali esattamente come la legge pretende.

Eendagsbabs, una pratica diffusa (e regolata)

La figura del celebrante “per un giorno” non è un’anomalia folkloristica. Molti comuni olandesi, tra cui Zwolle, consentono di nominare un BABS “per un giorno” affinché un amico o un familiare possa officiare la cerimonia, purché sotto il cappello istituzionale del municipio. La procedura prevede domanda, requisiti e, a volte, giuramento in tribunale; in alcuni comuni si pagano tasse specifiche. Ma insieme alla flessibilità, il sistema prevede una supervisione da parte di un ufficiale della municipalità. A Zwolle, quel giorno, un funzionario era presente: non è intervenuto, e il comune ha poi ammesso che l’omissione è stata rilevata solo riascoltando l’audio della cerimonia, con l’obbligo — a quel punto — di informare la Procura.