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Lotta al Racket

«Son un testimone di giustizia», Marco, il rifiuto della trappola mafiosa e la scelta che cambia la vita

La storia del siciliano è diventata un libro per ragazzi edito da Einaudi. La presentazione dell'opera biografica è avvenuta a Palazzo Madama a Roma

24 Gennaio 2026, 15:20

«Son un testimone di giustizia», Marco, il rifiuto della trappola mafiosa e la scelta che cambia la vita

«Quella di Marco è una storia esemplare, sia perché descrive la gravità della scelta di chi decide di sottrarsi al condizionamento e al ricatto delle organizzazioni malavitose, sia perché costituisce un esempio per chi ancora crede nei valori dell'onestà e nella Costituzione». Così Pippo Civati, nella prefazione, introduce alla lettura del libro “Mi chiamo Marco e sono un testimone di Giustizia”, edito da Einaudi Ragazzi. L'opera è biografica, seppure qualche riferimento è stato modificato. Marco è un testimone di giustizia siciliano: un percorso cominciato nel 2013. Ma il racconto comincia molto prima della scelta che cambia la vita. Racconta turbamenti, trappole. Delusioni e dolori. Tentazioni e visioni offuscate. Marco confessa anche i suoi errori. E chiede perdono alla sua famiglia. Moglie e figli. «Quello che ho fatto l'ho fatto per il senso di giustizia che ho dentro. Se li ho fatti soffrire spero possano perdonarmi», scrive nell'ultima pagina del libro. Non è un caso che questo testo sia stato edito da Einaudi Ragazzi: il progetto editoriale, infatti, è quello di portare la storia di Marco fra i banchi di scuola. Dalla sua esperienza si comincia a parlare di mafia. Una mafia presente anche se invisibile. Una figura cruciale dell'opera è il padre. Citato molte volte. Il giudizio del genitore è un chiodo fisso per Marco

Il libro è stato presentato a Palazzo Madama a Roma, su iniziativa della senatrice del Pd, Enza Rando. Oltre a Marco (collegato da remoto), c'è stato l'intervento dell’onorevole Davide Mattiello, co-autore dell’opera. Hanno dialogato con gli autori il senatore Walter Verini e Gaia Stock, di Einaudi Ragazzi.

«Una scelta importante scaturita dagli insegnamenti del padre - ha detto Marco  una decisione per assicurare un futuro ai miei figli, alla mia famiglia. Scegliere da che parte stare è stato ovvio, lo “Stato”, un organo capace di tutelare la democrazia e le nostre idee”. Davide Mattiello, all’epoca componente della Commissione Nazionale Antimafia, ha seguito la vicenda di Marco con interesse, con passione e con competenza. La storia di Marco ha colpito l’editrice Gaia Stock di Einaudi. «Le scuole dovrebbero adottarlo come esempio di civiltà e comportamento», è stato anche l'auspicio dei senatori Rando e Verini

In prima fila Rosario Cunsolo, dell'Associazione Antiracket Libera Impresa, che ha accompagnato il testimone di giustizia dalla denuncia al processo. E anche dopo. Fra gli ospiti presenti anche magistrato Pasquale Pacifico, che assieme al pm Andrea Ursino ha seguito la "testimonianza" di Marco.