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Attualità

Acate, un sit in nel nome di Daouda Diane

E' l'ivoriano scomparso in circostanze poco chiare il cui ricordo resta sempre vivo. La manifestazione dedicata anche a tutti i lavoratori sfruttati

26 Gennaio 2026, 09:05

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Daouda Diane, il mediatore scomparso

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Un sit-in per la tutela dei lavoratori e nel nome di Daouda Diane. Giovedì 29 gennaio il sindacato Usb terrà una mobilitazione nazionale contro lo sfruttamento e per chiedere la regolarizzazione immediata per tutti i lavoratori stranieri in Italia. In provincia di Ragusa il sit-in si terrà ad Acate e la scelta del piccolo Comune ibleo non è avvenuta a caso. Ad Acate il 2 luglio del 2022 sparì nel nulla Daouda Daine, un lavoratore ivoriano che, poco prima di scomparire, aveva inviato un video ai familiari con il quale denunciava le condizioni di sfruttamento e la mancanza di sicurezza nel luogo di lavoro.

«Qui il lavoro è morte» diceva in quel video. Poi il nulla. L’Unione sindacale di base si è molto occupata di questo caso con denunce e manifestazioni, ma quella scomparsa è rimasta un mistero irrisolto. «Da un punto di vista giudiziario - spiega Michele Mililli, segretario della Federazione del sociale dell’Usb Ragusa - nulla si sa, ma noi non demordiamo e continuiamo a chiedere verità e giustizia per Daouda. Lo abbiamo fatto il 2 luglio scorso in occasione dell’anniversario della scomparsa e lo faremo il prossimo 29 gennaio in un sit-in per Daouda e per tutti i lavoratori che quotidianamente vengono sfruttati. A tal proposito, sempre ad Acate, abbiamo riaperto anche quest’anno lo sportello sindacale dedicato proprio al giovane lavoratore scomparso, settimanalmente offriamo supporto e assistenza ai lavoratori stranieri che operano in zona».

«Per quanto ci riguarda poi - continua Mililli - proseguiamo a supportare i familiari di Daouda in Costa D’Avorio. L’obiettivo è quello di tenere alta l’attenzione su questo caso ancora tutto da chiarire, vogliamo che non si spengano i riflettori su Daouda Diane e su tutti i lavoratori stranieri che sono vittime di sfruttamento». Con la manifestazione del 29 gennaio, l’obiettivo dell’Usb è quello di porre l’accento su una serie di problematiche irrisolte a partire dalla regolarizzazione dei lavoratori stranieri. «Troppi problemi che riguardano questi lavoratori - dice ancora Michele Mililli - vengono tenuti sotto al tappeto e non c’è nessuna intenzione di affrontarli. Con la manifestazione nazionale indetta dal nostro sindacato, vogliamo quindi gridare il nostro disappunto ed alzare la voce per la tutela dei diritti dei lavoratori. Allo stesso tempo vogliamo che non si dimentichi Daouda e che la sua storia non venga scollegata dalla situazione in cui versano tanti lavoratori migranti».