Attualità
La "mannara" di Montalbano fu distrutta 102 anni fa oggi
Era il 26 gennaio del 1924 quando un incendio rese la fornace di Sampieri un relitto di archeologia industriale
La "mannara" di Montalbano vista dall'alto
Sono trascorsi centodue anni esatti da quella notte che cambiò per sempre il destino della Fornace Penna, in contrada Pisciotto a Sampieri, divenuta celebre in tutto il mondo come la Mannara di Montalbano grazie alla fiction televisiva. L’interruzione dell’attività dell’importante impianto di laterizi risale al 26 gennaio 1924, quando un incendio di probabile natura dolosa lo distrusse in poche ore. Dopo decenni di abbandono e vicissitudini, una svolta è arrivata con il decreto di esproprio emanato dalla Regione il 2 febbraio 2024, seguito dall’immissione in possesso del 22 luglio 2024: una tappa storica che ha aperto la strada ai lavori di ripristino, avviati con l’obiettivo di restituire vita all’ex stabilimento.
Dalla nascita nel 1912 al rogo e alla lunga obliterazione, fino alla trasformazione in icona televisiva, la parabola della Fornace Penna è oggi al centro di un progetto di rinascita.
La storia
La Fornace Penna, monumento di archeologia industriale affacciato sul mare in contrada Pisciotto, fu costruita tra il 1909 e il 1912 su progetto dell’ingegnere Ignazio Emmolo, con il sostegno del barone Guglielmo Penna, che individuò nel sito di Punta Pisciotto il luogo ideale.
Lo stabilimento produceva laterizi destinati all’esportazione in numerosi Paesi del Mediterraneo: gran parte di Tripoli, in Libia, venne edificata dopo la guerra del 1911 con i mattoni del "Pisciotto".
L’impianto dava lavoro a circa un centinaio di persone appartenenti ai ceti più umili; molti operai erano poco più che adolescenti.
La fine sopraggiunse nella notte del 26 gennaio 1924, quando un rogo doloso lo ridusse in macerie in tempi brevissimi. Quell’incendio resta uno dei misteri più affascinanti e inquietanti della storia locale, tuttora irrisolto, almeno in parte.
Oggi, con gli interventi di recupero in corso, si tenta di trasformare una ferita del passato in una risorsa per il futuro.