16 febbraio 2026 - Aggiornato alle 20:55
×

Attualità

Lo sapevate che il creatore del Toro di Wall Street a New York era di Vittoria?

Oggi, 26 gennaio, Arturo Di Modica avrebbe compiuto 85 anni. Ha lasciato una straordinaria eredità artistica

26 Gennaio 2026, 19:48

21:03

Lo sapevate che il creatore del Toro di Wall Street a New York era di Vittoria?

Arturo Di Modica e il suo Charging bull

Seguici su

Oggi, 26 gennaio, il maestro Arturo Di Modica, autore del celebre Toro di Wall Street, avrebbe compiuto 85 anni.

Lo scultore, legatissimo a Vittoria, la sua città, coltivava progetti ambiziosi: trasformarla in una capitale dell’arte e della bellezza, creando nuove opportunità di sviluppo e lavoro.

“Quando, il 19 febbraio di cinque anni fa, se ne andò, prematuramente, dall’altra parte – ricorda Piero Gurrieri, esponente locale del Movimento 5 Stelle – noi vittoriesi ci assumemmo, solennemente, tutti, un compito: dare ali, e vita, al sogno di Arturo, e farlo insieme. Ricordo, a me stesso, quel proposito e quell’impegno. Sarebbe il miglior augurio che si possa rivolgere al maestro, del quale unisco, per i più giovani, un breve ritratto che ebbi modo di scrivere”.

Questo il ritratto di Gurrieri:

“Nella corrida il toro è l’eroe di una tragedia: prima impazzisce dal dolore e poi muore di una morte lunga e atroce, scrisse Ludwig Wittgenstein. Il Toro di Wall Street, la straordinaria opera, che ha compiuto 36 anni, di Arturo di Modica è nato, al contrario, per vivere. Hanno provato a matarlo in tutti i modi. L’eterno destino del toro. Dai colpi di un banjo metallico all’ordine del sindaco di allontanarlo da lì. Tutto inutile. Charging Bull, il Toro di Arturo, ha resistito a tutto, anche a quel giorno in cui sparì un mondo e un altro ne nacque, l’undici settembre. Creato per narrare la sua forza, quella taurina. Da un artista che, la notte del 16 dicembre del 1989, collocò la sua creatura davanti la Borsa di Wall Street. Scaricando quelle 3 ed oltre tonnellate con il coraggio del genio che di nulla può curarsi, tantomeno dei poliziotti, che rimasero immobili, basiti, come chi, intuendo di trovarsi di fronte all’irruzione dell’Arte nella storia – che quel toro, pur inanimato, è immagine quasi sacra – non osa opporre resistenza alcuna. Io nulla ho chiesto, ho speso 350mila dollari per augurare ai giovani un futuro migliore, spiegò poi Arturo. Che poi cominciò a lavorare al più grande dei suoi progetti, cui diede un nome ambizioso, Rinascimento. Un teatro, due musei, una piazza delle Primizie dedicata ai lavoratori della terra, due enormi cavalli, quaranta metri, sulle sponde dell’Ippari che un tempo fu navigato dai Greci. Un sogno per una Vittoria capitale dell’Arte e della Cultura, perché ai suoi giovani sia assicurato un futuro”.

“Dopo che sono trascorsi cinque anni – aggiunge Gurrieri – in tanti si chiedono, ricordando quel solenne impegno collettivo, se il sogno del maestro abbia ancora ali per realizzarsi”.