Attualità
Ragusa, chi era Pinuccio La Rosa? E perché la sua scomparsa ha creato sconforto in città?
Da imprenditore visionario ha saputo precorrere i tempi nel campo turistico-alberghiero ed enogastronomico
Una foto di Pinuccio La Rosa tra i suoi amati vini
Si è spento ieri, il 26 gennaio 2026, Pinuccio La Rosa, imprenditore di lungo corso, lasciando un vuoto profondo nello scenario economico e nella comunità iblea.
La sua esistenza, dedicata al lavoro e alla crescita del territorio, è stata interrotta dalle conseguenze di un ictus che lo aveva colpito nell’autunno del 2024. Aveva da poco compiuto sessant’anni.
Fin da ragazzo aveva respirato l’aria dell’impresa nella storica attività di famiglia, maturando un forte senso di responsabilità e un legame indissolubile con la propria terra.
Conclusi gli studi superiori con risultati eccellenti, scelse di non seguire l’attrattiva delle grandi città o dei mercati esteri, ma di investire energie e competenze nel luogo d’origine, convinto che il vero cambiamento nascesse dalla valorizzazione delle risorse locali.
Il primo traguardo significativo fu la Locanda Don Serafino, con cui seppe unire tradizione gastronomica e ospitalità d’eccellenza, trasformandola in un punto di riferimento per la ristorazione e la ricettività nella provincia di Ragusa.
Da quell’esperienza prese slancio il rilancio del Lido Azzurro, progetto che diede nuova linfa al turismo balneare, nel solco di quanto avviato dal padre con lo chalet Don Serafino: servizi di qualità e attenzione costante al cliente divennero il tratto distintivo delle sue iniziative.
Negli ultimi anni La Rosa aveva coronato un sogno a lungo coltivato con la realizzazione delle Villas a Marina di Ragusa: residenze esclusive immerse in un contesto naturale, pensate per coniugare comfort e raffinatezza, attrarre un pubblico internazionale e sostenere l’economia locale.
Un ulteriore passo nella sua visione di sviluppo integrato del territorio, fondata su ospitalità, qualità e sostenibilità.
Il ricordo di Pinuccio La Rosa vive nelle parole di colleghi, amici e cittadini, che ne sottolineano dedizione, carisma e capacità di trasformare le idee in progetti concreti.
La sua eredità imprenditoriale continuerà a esprimersi nelle strutture e nelle realtà da lui create, oggi pilastri per l’economia e il turismo di Marina di Ragusa.
Con la sua scomparsa, la comunità perde un protagonista dello sviluppo locale; resta, però, un esempio che continua a illuminare il cammino delle nuove generazioni di imprenditori che credono nella forza della propria terra.