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AICA, l'ultima mossa per chiudere la partita con Siciliacque: piano di risanamento e conti puliti

Acqua, vertice a Palermo: asse con la Regione. Ma Siciliacque ribadisce: "Non si tratta solo di una posizione contabile, ma del rispetto delle regole"

28 Gennaio 2026, 10:22

12:41

AICA, l'ultima mossa per chiudere la partita con Siciliacque: piano di risanamento e conti puliti

Danila Nobile e Francesco Colianni

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Il futuro della gestione idrica in provincia di Agrigento arriva a uno snodo cruciale. Si è svolto ieri a Palermo, all'assessorato regionale dell’Energia e dei Servizi di Pubblica Utilità, un vertice presieduto dall’assessore Francesco Colianni, ha visto la partecipazione dei vertici tecnici della Regione e di una delegazione di AICA, guidata dalla presidente Danila Nobile e dal direttore generale Francesco Fiorino.

Al centro del confronto, la necessità di trovare una sintesi definitiva dopo la bilaterale con Siciliacque del 22 gennaio. AICA ha messo sul piatto una proposta definita "seria e sostenibile", che poggia su tre pilastri fondamentali destinati a garantire la sopravvivenza e il rilancio dell’azienda.

Il primo punto riguarda l’azzeramento del debito pregresso: un’operazione resa possibile dai 20 milioni di euro stanziati dalla Regione Siciliana, che permetterebbero di ripulire i bilanci e ripartire da basi solide. Il secondo è un impegno di solvibilità immediata: il pagamento del 70% delle fatture correnti per almeno un anno, con la prospettiva di raggiungere il 100% in modo graduale. Si tratta di un passo avanti storico: nei suoi primi cinque anni di vita, l’azienda non aveva mai offerto garanzie di tale portata. Il terzo: un piano di risanamento aziendale dettagliato e verificabile, che sarà trasmesso ufficialmente all’assessore già nella giornata di oggi.

Durante il vertice, AICA ha espresso una posizione ferma riguardo alle pretese di Siciliacque. Il richiamo al principio del full cost recovery (la copertura integrale dei costi tramite tariffa), caldeggiato dal fornitore, è stato giudicato incoerente con l'attuale fase di risanamento monitorato. Secondo l'azienda agrigentina, forzare la mano su parametri puramente contabili ignorerebbe la complessità di un territorio che sta faticosamente costruendo la propria autonomia idrica.

I vertici di AICA hanno espresso un forte ringraziamento al Presidente della Regione e all’Assessore Colianni per quello che hanno definito un "accompagnamento istituzionale reale". Non si tratta di semplice diplomazia, ma del riconoscimento di un supporto finanziario e politico concreto, volto a tutelare il diritto all’acqua per centinaia di migliaia di cittadini.

La parola passa ora a Siciliacque. L'auspicio di AICA è che la mediazione regionale spinga il fornitore ad accettare questa proposta di equilibrio, chiudendo definitivamente una stagione di incertezze e tensioni che ha pesato per troppo tempo sulla provincia di Agrigento.

Dal canto suo, Siciliacque ribadisce la proposta già trasmessa ad Aica: estinzione di parte del debito maturato da Aia per sorte capitale (23,5 milioni) mediante anticipazione deliberata dalla Regione in finanziaria (20 milioni) e il residuo del debito (3,5 milioni) a rate in un arco temporale di 12 mesi; abbattimento del 50% degli interessi di mora; impegno da parte di AICA al pagamento regolare e integrale delle fatture correnti per la fornitura idrica mensile (1,1 milioni/mese).

"Accettare la proposta di Aica, che vorrebbe dare solo i 20 milioni anticipati dalla Regione e 700 mila euro (su 1,1 milioni) per la fornitura mensili significherebbe per Siciliacque rinunciare a 400mila euro al mese (che in un anno fanno 4,8 milioni) andando contro il principio stabilito per legge del "full cost recovery" (costo del servizio interamente coperto), determinando un mancato introito di costi già sostenuti. Non si tratta solo di una posizione contabile ma del rispetto delle regole per chi opera nel settore idrico".