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"Ritorno al futuro"

Carnevale, sfida infinita: Sciacca "riscopre" 400 anni di storia per battere il primato di Acireale

Realtà o fantastoria? Spunta uno studio che sposta le lancette al XVII secolo

28 Gennaio 2026, 11:08

12:50

Carnevale, sfida infinita: Sciacca "riscopre" 400 anni di storia per battere il primato di Acireale

Carnevale di Sciacca

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“A Sciacca il carnevale invecchia velocemente e... raddoppia”. È la battuta che circola in città da quando gli organizzatori del aarnevale 2026 hanno annunciato la celebrazione dei 400 anni della festa.

Una scelta che ha lasciato molti perplessi, divertiti e un po' increduli, soprattutto perché proprio in questi giorni Sciacca sta commemorando anche i 400 anni della processione di Maria Santissima del Soccorso, legata alla liberazione dalla peste del 1626. Due eventi diversissimi che improvvisamente diventano... coetanei.

L'ironia non si è fatta attendere, e con essa altre battute: “Sciacca nel 1626 doveva essere parecchio movimentata” o “Ma con la peste in corso, chi aveva voglia di fare festa?” Ma c'è soprattutto un interrogativo che rimbalza ovunque: “Come si passa dal Carnevale numero 100 del 2000 ai 400 anni del 2026?” È un salto temporale che ricorda più “Ritorno al futuro” che una ricostruzione storica.

Gli organizzatori, però, restano sereni: “Non celebriamo il 400° anniversario, ma una edizione storica”. E riferiscono che la base di questo evento celebrativo è uno studio dello storico Pippo Verde, secondo cui nel 1626 venne istituito un momento conviviale annuale: distribuzione di cibo ai poveri, allegria, socialità. “Quello può essere considerato l’embrione del carnevale – aggiungono gli organizzatori - più attendibile del centenario del 2000”.

E mentre qualcuno si chiede se già allora si distribuivano salsicce e vino, altri ricordano che c'è chi fa risalire il carnevale addirittura ai saturnali romani, con tanto di re del caos (per fortuna senza sacrifici). Altri ancora citano il 1616, quando il viceré Pedro Téllez-Girón impose che l'ultimo giorno di festa tutti si mascherassero. Insomma, date ce ne sono quante se ne vogliono.

Quel che è certo è che il Carnevale di Sciacca è sempre stato una festa popolare: travestimenti improvvisati, vino generoso, dolci in quantità e i primi carri “alla buona”, con i mascherati seduti su sedie traballanti portati in giro per il centro storico. Ben lontani dai giganti di cartapesta di oggi.

La verità è che Sciacca ama così tanto questa sua festa da volerla più antica possibile. Anche per tenere viva la storica rivalità con Acireale, che rivendica il titolo di carnevale più antico della Sicilia grazie a un documento che è del 1594, pochi anni prima della data storica saccense. In ogni caso, la festa, che ogni anno accende la città e coinvolge migliaia di persone, merita tutta la storia e tutta la fantasia che le si vuole attribuire.