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Bodycam sui treni, la stretta che cambia i viaggi: entro l’estate dispositivi indossabili per il personale FS in tutta Italia

Dalle prime sperimentazioni alle dotazioni a regime: cosa cambierà per chi lavora e per chi viaggia, tra risultati, regole sulla privacy e prossimi passi

29 Gennaio 2026, 21:34

Bodycam sui treni, la stretta che cambia i viaggi: entro l’estate dispositivi indossabili per il personale FS in tutta Italia

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Entro l’estate” le body cam entreranno a regime per gli addetti FS Security su treni e nelle stazioni italiane. È la risposta più visibile a un problema reale, le aggressioni contro il personale ferroviario, e al tempo stesso un banco di prova per la convivenza tra sicurezza, privacy e fiducia dei passeggeri.

L’idea non nasce dal nulla. La sperimentazione delle bodycam a bordo è partita nel 2024 in Emilia‑Romagna, con una trentina di capitreno coinvolti su base volontaria, in accordo con i sindacati. La videocamera resta “sempre accesa” ma non registra: l’attivazione spetta al lavoratore, in presenza di minacce, aggressioni o comportamenti violenti. Una linea condivisa dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti (Mit), che ha legato la novità a un pacchetto di misure per la sicurezza ferroviaria.

Nel 2025 è arrivata la “fase 2”: l’estensione del pilota a Liguria, Toscana, Piemonte e Puglia per il personale di FS Security; qui il dispositivo è stato configurato con limitazioni stringenti (niente GPS, SIM, audio o Bluetooth attivi, modalità stand‑alone) e con funzioni di “pre‑recording” che salvano pochi secondi o minuti precedenti all’attivazione per cristallizzare l’escalation. Una misura pensata per alzare la deterrenza e, se necessario, fornire prove agli inquirenti.

Il tassello decisivo è di queste settimane: “linea dura sui treni” e dotazione che “entro l’estate” diventa nazionale per gli addetti FS Security. Un passaggio sostenuto politicamente dal vicepremier e ministro delle Infrastrutture Matteo Salvini, che già a fine 2024 aveva incardinato bodycam e videoanalisi tra le priorità del piano sicurezza su treni e stazioni.

Nel 2024 la Polizia Ferroviaria ha controllato oltre 4,3 milioni di persone, arrestando 1.147 individui (+24% sul 2023) e iscrivendone 11.440 nel registro degli indagati (+20%). Numeri che raccontano un’intensa attività di presidio, con oltre 64.500 convogli presidiati.

Sul fronte aziendale, FS Security—società del Gruppo FS Italiane nata per rafforzare la sicurezza in rete—ha registrato nel 2024 un calo dell’11% delle aggressioni denunciate contro il personale viaggiante, con denunce scese da 427 (2023) a 381 (2024). Nel primo mese del 2025, il decremento indicato è addirittura del 47% rispetto allo stesso periodo dell’anno precedente. Segnali incoraggianti, ma che non bastano a far abbassare la guardia, come ricordato dall’amministratore delegato di FS Security, Pietro Foroni.

Il quadro non è omogeneo. In Lombardia, tra 2023 e 2024, le aggressioni al personale ferroviario sarebbero diminuite del 38% (da 26 a 16), con un ulteriore –50% nel gennaio 2025 rispetto all’anno precedente. In altre aree del Paese, invece, il tema resta spigoloso: nel bacino di Trenitalia Tper, ad esempio, sono state segnalate 88 aggressioni nel 2024 (di cui 66 fisiche), in aumento sul 2023. Dati diversi che spiegano la scelta di una misura nazionale: la deterrenza vale ovunque, ma le curve del rischio cambiano per territorio, linee, orari.