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l'inchiesta

Caso Garlasco, corsa contro il tempo sui computer. La gip blocca l’incidente probatorio chiesto dalla difesa di Sempio

La Procura accelera sugli accertamenti informatici mentre la difesa prova a spostare il baricentro dell’inchiesta: al centro ci sono i pc di Stasi e della famiglia Poggi e la mappa genetica del 2007

29 Gennaio 2026, 21:55

21:56

Caso Garlasco, corsa contro il tempo sui computer. La gip blocca l’incidente probatorio chiesto dalla difesa di Sempio

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Nei computer di casa Poggi e in quello dell’allora fidanzato di Chiara, Alberto Stasi si consuma oggi una parte cruciale del nuovo capitolo investigativo sul delitto di Garlasco. Mentre i periti scavano tra log, timestamp e metadati, la gip di Pavia Daniela Garlaschelli ha detto no alla richiesta di incidente probatorio avanzata dalla difesa di Andrea Sempio, l’amico del fratello di Chiara Poggi indagato in concorso per l’omicidio della giovane uccisa il 13 agosto 2007. Motivo: la Procura di Pavia ha già affidato gli stessi accertamenti a un proprio consulente, con un orizzonte operativo di “meno di 60 giorni”.

Secondo quanto riferito dagli avvocati di Sempio, Liborio Cataliotti e Angela Taccia, la richiesta puntava a sottoporre a verifiche tecniche “cristallizzate” i pc della famiglia della vittima e quello di Stasi, nella prospettiva di neutralizzare margini di contestazione futura sui risultati. La gip Garlaschelli ha tuttavia ritenuto superfluo duplicare un percorso che la Procura ha già messo in moto, impegnando un proprio consulente a svolgere analisi complete entro un termine stretto. La difesa, pur incassando il no, ha definito la scelta “accettabile”, sottolineando di aver comunque “indotto” la nuova consulenza sul computer di Stasi e di confidare che l’esito faccia chiarezza su elementi considerati da anni nevralgici.

In controluce, c’è la strategia di tutte le parti: gli avvocati dei Poggi sollecitano un perimetro di garanzie massime su accertamenti “irripetibili”, la Procura rivendica la titolarità e la continuità della regia tecnico-scientifica, la difesa di Sempio tenta di spostare il fuoco su porzioni di memoria digitale che, a suo dire, potrebbero riscrivere alcune cronologie e non poche inferenze sul possibile movente.

Cosa cercano gli investigatori: log, accessi, “video” e cronologie

Gli esperti stanno lavorando sulle copie forensi dei dispositivi per ricostruire: la cronologia di accessi, salvataggi e cancellazioni; la presenza di file multimediali riferibili alla sfera privata di Chiara e del suo fidanzato di allora; eventuali tracce di fruizione, con particolare attenzione a utenti, profili, orari e supporti esterni collegati ai pc.

Un punto già oggetto di confronto pubblico è quello dei presunti “video intimi” presenti sul pc di casa Poggi. Una relazione dei consulenti informatici dei Poggi — gli esperti Paolo Reale, Nanni Bassetti e Fabio Falleti — avrebbe escluso che Sempio li abbia visionati. È un tassello importante perché disinnesca una delle piste di possibile “movente” circolate nel tempo. 

Sul piano del Dna, la prospettiva degli inquirenti è di comparare i profili già repertati — in particolare quelli rilevati sotto le unghie della vittima — con i campioni attuali di Sempio, nonché di tentare, ove possibile, ulteriori comparazioni su reperti residuali. La strada è stretta: molti oggetti sono andati perduti o distrutti negli anni (ad esempio il pigiama, il tappetino del bagno e la tastiera del pc di casa), i margini di nuova conoscenza dipenderanno dalla qualità dei residui biologici ancora disponibili.