la sfida
Gela rinasce: Eni Rewind riconverte la bioraffineria Enilive tra bonifica e innovazione
Demolizioni controllate, bonifiche avanzate e tecnologie innovative per restituire il territorio entro il 2029
La Bioraffineria Enilive di Gela sta vivendo un’importante fase di trasformazione industriale e ambientale. Dopo la chiusura del Petrolchimico nel 2014 e la demolizione di due storiche ciminiere, l’impianto ha progressivamente orientato le sue attività verso la bonifica e la riqualificazione del territorio, adottando soluzioni innovative e sostenibili.
Nel quadro dei Protocolli d’Intesa per l’Area di Gela, sottoscritti nel 2014 e successivamente nel 2019, Eni Rewind è attualmente impegnata nella demolizione dei magazzini “Ex Agricoltura”, attività che terminerà nell’anno 2027, oltre che alla chiusura dell’iter autorizzativo con gli Enti competenti che porterà di intervenire in corrispondenza dell’ex impianto di Acido Fosforico, di proprietà dell’ex Industria Siciliana Acido Fosforico (ISAF), oltre che sul decantatore e parco serbatoi ad esso collegato.
Eni Rewind è inoltre impegnata, in merito a quanto previsto dai Protocolli sopra citati, nella demolizione di impianti connessi al ciclo di raffinazione tradizionale di proprietà della Bioraffineria di Gela. Nello specifico si è già proceduto alla rimozione del camino Snox, le trivelle e le caldaie, impianti simboli del passato industriale della raffineria. Un intervento significativo che testimonia l’impegno verso il territorio di Gela, la cui area è stata classificata già dal 1998, come SIN (Sito di Interesse Nazionale) dal Ministero dell’ambiente e quindi legata ad una vasta opera di interventi di bonifica e risanamento ambientale. Questi interventi rappresentano un passaggio cruciale nella riconversione dell’area, con l’obiettivo di restituire al territorio un ambiente riqualificato e compatibile con nuove prospettive di sviluppo economico e sostenibile.
Grazie all’impegno di Eni Rewind, Gela sta quindi diventando un modello di trasformazione industriale attenta all’ambiente, dove innovazione e sicurezza convivono con il recupero del patrimonio territoriale.
Eni Rewind gestisce, infatti, le attività di bonifica della falda nell’ambito di un progetto multi-societario che vede coinvolti la Bioraffineria di Gela, Versalis, Enimed, oltre che la stessa Eni Rewind. La bonifica è stata autorizzata nel 2004 con successive varianti nel 2014 e 2021 per interventi specifici e definizione dei “protocolli di monitoraggio” atti a verificare, in accordo con gli Enti, l’efficienza idraulica e idrochimica delle acque di falda. Oltre ciò, Eni Rewind gestisce l’impianto di trattamento delle acque di falda (TAF), connesso alla bonifica delle acque sotterranee, l’impianto di trattamento acque di scarico (TAS) che tratta le acque reflue del sito multi-societario, a cui vengono conferiti anche i percolati della discarica comunale di Timpazzo. Inoltre, Eni Rewind gestisce anche gli impianti, di proprietà della Regione Sicilia, “Biologico Urbano” e “Biologico Industriale”, per la depurazione dei reflui civili e industriali.
Eni Rewind impiega presso il sito di Gela tecnologie innovative che consentono una bonifica più efficace, come i dispositivi “e-hyrec” per la rimozione degli idrocarburi dalle acque sotterranee e l’applicazione della tecnologia Ground Water Circulation System (GCW), sistema volto alla massimizzazione della rimozione dei contaminanti in falda.

Nel 2018 il Ministero dell’Ambiente ha emesso i decreti definitivi del progetto operativo di bonifica delle aree per i suoli insaturi delle isole 1, 2, 6 e 17 e dei terreni insaturi dell’Isola 9 di proprietà ISAF. Tra il 2022-23 la società ha completato la messa in sicurezza permanente di Isola 1, la pavimentazione impermeabile in Isola 6 e l’installazione dei moduli di bonifica per il recupero degli idrocarburi da sottosuolo e falda (tecnologia Multi Phase Extraction, MPE) presso le Isole sopra citate 2, 6, 17 e 9. Per le aree di proprietà della Bioraffineria di Gela sono in corso interventi e applicazioni della tecnologia SVE (Soil vapour extraction) e degli impianti MPE. Per le rimanenti aree di proprietà della Bioraffineria è stata approvata l’Analisi di Rischio suoli e, in seguito, presentato il progetto di Messa in Sicurezza Operativa (MISO). In “Area Texaco”, anch’essa porzione di proprietà della Bioraffineria, è stato implementato il Progetto di Bonifica dei Terreni tramite scavo, ormai giunto alla sua conclusione.
Ma si guarda al futuro. Il volto di Gela sta vivendo un cambiamento epocale grazie ad un imponente piano di trasformazione gestito da Eni Rewind, volto a ridefinire l’identità industriale dell’area entro il 2029. Non si tratta di un semplice smantellamento, ma di un progetto strategico di decommissioning e riqualificazione che segue il Protocollo d’Intesa del 2019 e gli accordi con il Ministero dell’ambiente, eliminando gli impianti connessi al processo di raffinazione tradizionale per fare spazio alla sostenibilità. Il percorso è diviso in due fasi: la prima, già conclusa, ha visto la demolizione di strutture storiche come il camino Snox, la vecchia torcia e le caldaie G100, G200 e G300. Utilizzando la tecnica dello smontaggio top-down per garantire sicurezza e continuità operativa, sono state recuperate circa 12.000 tonnellate di rottami metallici e cavi, favorendo l'economia circolare. La seconda fase, iniziata nel 2024, si concentra sulla rimozione di impianti complessi come Coking, Vacuum, Frazionamento Aria e Topping 1 e 2. Sebbene per il camino quadri-canne sia prevista una nuova gara d’appalto nel 2026, al fine di poter gestire alcune evidenze operative emerse nel corso delle attività effettuate nel 2025, il cronoprogramma prosegue con l'avvio, a fine 2025, dei lavori su Compressione H2, Prisma e PSA di Isola 12 e la finalizzazione nel corso del 2026 dei procedimenti di gara che assegneranno gli ulteriori contratti per la demolizione dei restanti impianti dismessi afferenti al ciclo di raffinazione tradizionale come sopra segnalato. Parallelamente, il risanamento tocca aree come l’Isola 6, dove la demolizione dei magazzini ex Agricoltura e del capannone concimi accelererà la bonifica di suolo e falda. Un elemento chiave sono le aree e gli ex impianti di ISAF, dove si sta procedendo a garantire, attraverso le necessarie autorizzazioni, lo smantellamento dell’ex impianto di acido fosforico. Qui, la corretta gestione dei rifiuti è assicurata dalla Discarica di Scopo, realizzata, per la gestione dei fanghi, anche generati dal trattamento del percolato della stessa discarica, oltre che dei rifiuti che verranno generati dal decommissioning dell’impianto sopra citato. Questo progetto dimostra che demolire significa creare le basi per un territorio più sano e vivibile. Ogni area liberata è un passo verso una Gela moderna, capace di trasformare la propria eredità industriale in un’opportunità di rinascita, modificando lo skyline in favore di un nuovo equilibrio tra
attività produttive e contesto ambientale. Il percorso avviato dall’azienda fin dal 2014, con la firma del Protocollo d’intesa al Ministero dello sviluppo economico, e proseguito con la sottoscrizione del successivo Protocollo del 2019, vede nelle demolizioni e negli investimenti per “ridisegnare” gli impianti un suo aspetto saliente. Intervenire in maniera così imponente nella struttura dell’ex stabilimento petrolchimico consente al territorio di riutilizzare spazi importanti e di essere più attrattivo allo sguardo del cittadino, del passante, del turista etc. Gioca un ruolo fondamentale il percorso di trasformazione avviato da Eni, che fa della Bioraffineria di Gela un modello innovativo in campo europeo.