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Il cane Italo che accompagnava i bambini a scuola, quindici anni dopo Scicli ricorda la memoria di un testimone del suo tempo

Difese anche una cameriera da una aggressione. E da quella volta non la lasciò più sola ogni volta che rincasava

01 Febbraio 2026, 02:00

Il cane Italo che accompagnava i bambini a scuola, quindici anni dopo Scicli ricorda la memoria di un testimone del suo tempo

Una foto emozionale di Italo

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A quindici anni dalla sua scomparsa, il ricordo di Italo — per tutti Italo Barocco — resta vivissimo nel cuore della comunità di Scicli.

Emblema a quattro zampe del borgo barocco, divenne presto cittadino onorario, incarnando l’idea stessa del “cane di città” amato e rispettato da tutti.

Giunto nel 2007, poco dopo l’ordinanza comunale contro il randagismo, questo giovane randagio si fece immediatamente apprezzare per iniziative tanto singolari quanto esemplari.

Il cane “siciliano” partecipava alle funzioni religiose, vigilava sul territorio, accompagnava i bambini a scuola e, si racconta, guidava perfino i visitatori alla scoperta delle bellezze barocche di Scicli.

Tra il 2007 e il 2011 presidiò instancabilmente il centro ibleo, diventando un punto di riferimento affettivo e simbolico per residenti e turisti.

Del suo passato precedente all’arrivo in città, invece, non si sa nulla.

La sua consacrazione popolare fu segnata anche da un episodio doloroso: una cameriera, rientrando a casa, venne aggredita. Italo intervenne in suo soccorso e, da quel giorno, la scortò quotidianamente fino all’uscio, trasformando un gesto di coraggio in abitudine protettiva.

Dopo la morte, avvenuta nel 2011, il paese non ha smesso di onorarne la memoria. La cuccia è custodita con cura dai cittadini, mentre le spoglie di Italo riposano a Villa Penna, dove una lapide ne tramanda la storia.

Un’eredità affettiva e civile che, a distanza di anni, continua a raccontare il legame speciale tra un cane straordinario e la sua comunità.