4 febbraio 2026 - Aggiornato alle 01:39
×

Nel nome di Agata

Sant'Agata, il sindaco Trantino: «La festa è come il cuore che pulsa tanta solidarietà»

Il primo cittadino di Catania ricorda l’impegno nei confronti di quanti sono rimasti “feriti” dal ciclone Harry ma «sapranno rialzarsi»

01 Febbraio 2026, 19:06

Sant'Agata, il sindaco Trantino: «La festa è come il cuore che pulsa tanta solidarietà»

Seguici su

Catania riabbraccia Sant’Agata, e noi tutti, “cittadini e devoti”, novecento anni dopo il rientro delle reliquie da Costantinopoli siamo pronti a rinnovare il legame profondo con la nostra patrona, testimone immensa di un esercizio di identità che attraversa i secoli e le generazioni. E che si esprime nei gesti, nei simboli, nei riti, nella partecipazione corale di un popolo che per vocazione e per indole rinasce dalle sue ceneri. Le celebrazioni e i festeggiamenti in onore di Sant'Aituzza uniscono fede, storia, tradizione popolare e cultura civile. Coinvolgono l’intera comunità e richiamano ogni anno migliaia di devoti e visitatori da tutto il mondo.

Anche quest’anno seguiremo il fercolo, le candelore, le processioni, il canto, gli inni, i concerti, e la cura delle tradizioni che, come scriveva Verga, sono la vera continuità dei popoli, delle comunità più vive. Ma qui la continuità si esprime anche con la capacità che ha Catania di rinnovarsi e di rinascere. Anche per questa connaturata ragione “Catania Continua” è il titolo del progetto che, fra tradizione e innovazione, candida la città a capitale italiana della Cultura 2028, un traguardo che auspichiamo di raggiungere anche nel nome di Agata, la Santa Patrona. E non a caso la festa, grazie alla sua storia antica e alle sue evoluzioni, è patrimonio culturale vivo che merita di diventare anche patrimonio dell’Umanità, con l’auspicato riconoscimento dell’Unesco al quale stiamo lavorando.

Sant’Agata è, è stata e sempre sarà un riferimento morale e spirituale, soprattutto nei momenti più complessi della nostra storia.

E quest’anno il contesto dei festeggiamenti è segnato dalle conseguenze del ciclone Harry, che ha colpito duramente Catania e ampie aree della Sicilia, lasciando ferite materiali e umane ancora aperte. Per questo motivo, in piena sintonia con il sentimento della cittadinanza e con l’indirizzo pastorale dell’Arcivescovo di Catania, Monsignor Luigi Renna, la Festa di Sant’Agata sarà caratterizzata da un maggiore senso di sobrietà e raccoglimento.

E in questo spirito, l’Amministrazione comunale ha deciso di annullare il tradizionale ricevimento del 3 febbraio a Palazzo degli Elefanti, come segno concreto di rispetto e di vicinanza verso quanti stanno affrontando le conseguenze di quanto accaduto. Una scelta condivisa e consapevole, che non indebolisce il valore della Festa, ma al contrario ne rafforza il significato più autentico: quello della solidarietà, della responsabilità collettiva e della speranza. Tutti insieme per Catania, per le strade, tra la gente. Per riaffermare la profondità culturale e simbolica di un popolo. Tutti insieme, da piazza Duomo a viale Castagnola a Librino, da via Plebiscito a piazza Cavour, nella consapevolezza di un momento storico di avvenimenti che stanno cambiando la storia, ma anche nella gioia di manifestazioni che quest’anno più che mai sono ispirate all’arte devozionale collettiva. Ne sono esempio il Roseto dedicato a Sant’Agata a Librino dalla fondazione di Antonio Presti, o il “Velo” di centinaia di metri che sfilerà il 3 mattina, realizzato con migliaia di donazioni di tessuti e merletti e centinaia di sapienti mani sartoriali al lavoro di cucitura. O ancora le icone disseminate per la città come presidio di legalità, le mostre, i concerti, i cammini religiosi.

Perché la festa di Sant’Agata è sempre più, per Catania, un unico cuore che batte, una chiave condivisa di lettura del presente e rappresentazione nel futuro, un ritrovarsi di coesione ed emancipazione per crescere tutti insieme. Celebrarla con sobrietà ma anche con la ricchezza delle sue mille sfaccettature e manifestazioni significa riconoscere il valore della nostra storia comune e il dovere di promuovere ed elevare con dignità e attenzione al tempo che stiamo vivendo e a quello che vivremo.

Evviva Sant’Agata.

Enrico Trantino Sindaco di Catania