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"La mia incolumità e quella della mia cagnolina messe a repentaglio da un randagio"

A Marina di Ragusa il racconto di un episodio che solo per mero caso non ha avuto ripercussioni pesanti anche se la tensione è volata alle stelle

03 Febbraio 2026, 19:32

"La mia incolumità e quella della mia cagnolina messe a repentaglio da un randagio"

Il randagio che ha animato una serata da dimenticare per una cittadina a Marina di Ragusa

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Marina di Ragusa, paura in piazza Duca degli Abruzzi: una giovane donna denuncia un grave episodio di ordine pubblico avvenuto ieri, lunedì 2 febbraio, intorno alle 19.30.

In una nota indirizzata al sindaco e, per conoscenza, al prefetto, la cittadina parla di “un episodio di estrema gravità” che avrebbe comportato “un concreto e immediato rischio per l’ordine e la sicurezza pubblica, nonché per la mia incolumità fisica”.

Secondo il suo racconto, mentre passeggiava con il proprio cane, una femmina di piccola taglia regolarmente sterilizzata e tenuta al guinzaglio, è stata avvicinata da “un cane randagio maschio di grossa taglia, in evidente stato di calore, che ha iniziato a manifestare comportamenti estremamente insistenti e invasivi, rimanendo costantemente a ridosso del mio animale”.

Nel tentativo di sottrarsi alla pressione dell’esemplare senza padrone, la donna si è rifugiata all’interno del bar “Duca”, ma “il randagio ci ha seguite anche all’interno dell’esercizio”.

Costretta a uscire per evitare di restare chiusa in un ambiente ristretto con “un animale in evidente stato di eccitazione”, sarebbe rimasta bloccata all’esterno per circa un’ora: “Il cane randagio, infatti, ha continuato a impedirmi qualsiasi movimento, muovendosi tra i tavoli esterni e mantenendosi costantemente a distanza ravvicinata, creando una situazione di forte pericolo sia per il mio cane sia per me”.

La donna riferisce inoltre di essere stata accompagnata dalla madre, “persona con disabilità che non era in grado di allontanarsi autonomamente”.

La necessità di proteggere l’animale domestico, garantire la propria sicurezza e assistere un familiare vulnerabile avrebbe reso la gestione dell’emergenza particolarmente complessa.

“Per evitare un contatto diretto tra i due cani, sono stata costretta a frapormi fisicamente tra loro, utilizzando il mio corpo come barriera e tentando di imporre una distanza minima. Ogni mio tentativo di allontanamento, anche di pochi centimetri, determinava un’immediata reazione del randagio, con un incremento dello stato di agitazione e un evidente rischio di escalation”.

Solo grazie all’intervento di un passante, “un noto veterinario della zona”, sarebbe riuscita a raggiungere la propria auto e a far salire il cane in sicurezza.

“Anche una volta all’interno dell’auto, il randagio non si è allontanato, impedendomi di riprendere agevolmente la marcia e seguendo il veicolo per un tratto, creando ulteriori condizioni di pericolo”.

Ai fini dell’identificazione, la segnalante dichiara di aver allegato alla comunicazione una fotografia scattata durante uno dei primi tentativi di contenimento, “mentre mi frapponevo tra i due cani nel tentativo di imporre un limite di spazio”.

La donna sostiene inoltre che non si tratterebbe di un caso isolato: “Da mesi, infatti, nel territorio di Marina di Ragusa si segnala la presenza di un branco composto da circa nove cani randagi con comportamenti aggressivi, responsabili di numerosi episodi di sbranamento di gatti e oggetto di ripetute segnalazioni da parte dei cittadini. Nonostante le numerose denunce informali e formali, la problematica risulta ad oggi irrisolta, con un’esposizione costante della popolazione a situazioni di pericolo reale”.

La nota si chiude con un appello alle autorità: “Tale contesto evidenzia in modo inequivocabile come il fenomeno del randagismo nella zona sia fuori controllo. Cittadini e animali vengono quotidianamente esposti a situazioni di pericolo reale, con una grave e inaccettabile limitazione della libertà di movimento e con l’assurda conseguenza che sia il cittadino stesso a dover gestire e contenere animali randagi in spazi pubblici. Con la presente chiedo pertanto un intervento immediato e urgente per la gestione del randagio in oggetto e la rimozione del rischio attuale, nonché l’adozione di misure concrete e strutturali per il controllo del randagismo sul territorio, a tutela dell’ordine, della sicurezza pubblica e della comunità”.