Attualità
La visita dell'assessore Faraoni in provincia di Ragusa e le risposte non dette
Il comitato civico Articolo 32 dipinge un quadretto sulla presenza dell'esponente del governo regionale sul territorio ibleo
Un momento della visita dell'assessore alla Sanità a Ragusa
Daniela Faraoni, assessore alla Salute e responsabile della sanità in Sicilia, ha guidato il preannunciato corteo itinerante in alcuni comuni della provincia.
Il comitato civico Art. 32, pur riconoscendo lo sforzo economico messo in campo, esprime perplessità sulla futura tenuta del sistema. “Certamente prendiamo atto, con piacere, delle iniziative finanziate con i fondi Pnrr e altre risorse. Però rimane il dubbio sulle garanzie di continuità operativa di tutte le nuove strutture, considerando la carenza di personale”, afferma il sodalizio.
Toni duri anche sul clima che ha accompagnato le inaugurazioni. “La rappresentante del governo regionale, attorniata da fedeli clienti, miracolati, faccendieri ed eterni personaggi politici, ha elargito ampi sorrisi e si è concessa ai fotografi per essere immortalata nel taglio dei nastri”, prosegue il comitato.
Nonostante il programma delle celebrazioni fosse stato organizzato con rigore, si sarebbe verificato un imprevisto: “Un impertinente cronista, dinanzi alla telecamera e con il microfono acceso, ha osato porre un paio di domande non previste dal protocollo. L’intruso guastatore ha chiesto cosa intendesse fare il governo per ridurre le liste d’attesa, garantire le ambulanze medicalizzate e, infine, come superare la carenza di ossigeno per i malati: a quel punto l’autorevolissima ospite ha iniziato a boccheggiare e, come dimostrato nelle immagini di una emittente locale, lamentando una improvvisa stanchezza (“non ce la faccio più”) si è allontanata precipitosamente”.
“Ovviamente, in quello stato di disagio, non ha potuto rispondere. Anzi, dalle immagini sembra fuggire. Che peccato. Quella improvvisa mancanza d’aria non ci ha consentito di conoscere le strategie del governo per affrontare alcune urgenti emergenze nella sanità iblea. Speriamo vada meglio la prossima volta, magari in un confronto diretto tra l’assessore, associazioni non addomesticate e utenti con la schiena dritta”, conclude l’organizzazione civica.