Società
Vi siete mai affacciati dal balcone di Sicilia?
Si trova a Chiaramonte Gulfi e la vista merita di essere raccontata come un'esperienza straordinaria
Il balcone di Sicilia a Chiaramonte Gulfi
Ci sono luoghi in Sicilia che non si limitano a essere visitati: ti entrano dentro, ti cambiano il passo, ti costringono a guardare il mondo con occhi diversi. Chiaramonte Gulfi è uno di questi. Arroccata sui Monti Iblei, questa piccola città sembra nata per insegnare l’arte dell'osservare. Qui lo sguardo non si posa mai su un solo punto: scivola, si allarga, si perde nell'infinito. Non a caso, da secoli, la chiamano il “Balcone di Sicilia”.
A quasi settecento metri d'altezza, il borgo domina un paesaggio che sembra dipinto da un artista innamorato della luce. La Piana di Vittoria si stende come un tappeto, le colline iblee si rincorrono una dopo l'altra, e nelle giornate più limpide l'Etna appare lontana, immensa, come un guardiano silenzioso. È un panorama che non accompagna la città: la abbraccia, la definisce, la racconta.
Il cuore di questo dialogo tra terra e cielo è il Belvedere del Santuario di Maria Santissima di Gulfi. Qui, accanto a un luogo di devozione antica, si apre un orizzonte che toglie il fiato. Non serve parlare: basta restare fermi, lasciarsi sfiorare dal vento caldo, ascoltare il silenzio che sale dalla campagna. È facile incontrare anziani che osservano senza fretta, famiglie che si fermano dopo una passeggiata, viaggiatori che arrivano per caso e restano più del previsto. Davanti a quel panorama, il tempo sembra rallentare.
Nel centro storico, tra la Basilica di Santa Maria La Nova e i vicoli che si intrecciano come fili di un ricamo, la città rivela un'altra parte di sé. Il barocco locale non è ostentato: è un barocco che respira, che si apre verso la campagna, che lascia intravedere scorci improvvisi. Ogni angolo è una finestra sul paesaggio, ogni salita regala una prospettiva nuova.
Poi c'è un luogo che i chiaramontani custodiscono come un segreto condiviso: il belvedere di viale Kennedy. Non è un posto da cartolina, non è un punto segnato sulle mappe, ma è uno di quei luoghi che restano nel cuore. Qui si viene al tramonto, quando la luce si fa dorata e la campagna cambia colore come un mare in movimento. È un momento sospeso, in cui la città sembra respirare insieme a chi la osserva.
E se si sale ancora, verso le alture di Monte Arcibessi, il paesaggio si apre come un sipario. La natura diventa protagonista assoluta, la vista si allarga fino a comprendere l'intero territorio ibleo. Da lassù, Chiaramonte Gulfi appare piccola e preziosa, un mosaico di case che ha conosciuto la distruzione del terremoto del 1693 e che ha saputo rinascere senza perdere la propria anima.
Oggi il borgo è vivo: musei, tradizioni, feste popolari, una cultura dell'olio extravergine d'oliva che è diventata un simbolo di eccellenza. Ma ciò che resta davvero impresso a chi lo visita non sono gli eventi o le celebrazioni: è quella sensazione di apertura, di libertà, di pace che solo un orizzonte così vasto può regalare.
Chiaramonte Gulfi non è un luogo da attraversare in fretta. È un invito a fermarsi, ad affacciarsi, a lasciarsi sorprendere. Perché da questo balcone naturale sulla Sicilia si capisce una verità semplice e luminosa: a volte basta guardare lontano per ritrovare se stessi.