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Sanità, rivoluzione a Cattolica Eraclea: dal primo marzo la Casa della Comunità attiva h24
La riforma prende corpo e diventa realtà: firmato l'accordo tra Azienda sanitaria provinciale e Comune
Un nuovo modello di assistenza sanitaria territoriale sta per diventare realtà nell’agrigentino. Questa mattina, presso la Cittadella della Salute di Agrigento, una conferenza dei servizi tra i vertici dell’ASP e l’amministrazione comunale di Cattolica Eraclea ha sancito il cronoprogramma definitivo: il prossimo 1° marzo aprirà ufficialmente i battenti la Casa della Comunità.
L'accordo strategico sui locali
Il cuore dell’incontro, svoltosi in un clima di stretta collaborazione interistituzionale, è stato la firma di un’intesa tra il direttore generale dell’ASP, Giuseppe Capodieci, e il sindaco di Cattolica Eraclea, Santo Borsellino. Per accelerare i tempi e non attendere il completamento dei lavori nella sede prevista in via Oreto, il Comune ha messo a disposizione l'attuale poliambulatorio di via sacerdote Sebastiano Gentile.
Questa soluzione "ponte", nata da una proposta di Ercole Marchica (direttore del Dipartimento Cure Primarie), permetterà di attivare immediatamente i servizi previsti dal DM 77 del 2022, la riforma nazionale che punta a decongestionare gli ospedali potenziando la medicina di prossimità. All'incontro hanno preso parte anche il vicesindaco Antonino Patti e l’assessore Pietro Pira, a testimonianza dell'importanza del traguardo per l'intera giunta.
Assistenza h24 per il Distretto di Ribera
L’apertura di Cattolica Eraclea non è un caso isolato, ma parte di una strategia di distretto che copre un bacino di oltre trentamila abitanti. Il 16 febbraio sarà infatti inaugurata la Casa della Comunità di Ribera, adiacente all'ospedale "Fratelli Parlapiano". Con l'aggiunta di quella di Cattolica dal 1° marzo, il territorio potrà contare su due presidi attivi h24, che integreranno le funzioni delle guardie mediche con servizi diagnostici e specialistici di base.
«Siamo estremamente soddisfatti di questa intesa», ha commentato il DG Capodieci. «La disponibilità dei locali da parte del Comune è stata preziosa per rispettare il cronoprogramma aziendale e garantire ai cittadini il potenziamento dei servizi territoriali atteso da tempo».
La riforma punta a trasformare radicalmente il rapporto tra cittadino e sanità: non più solo l'ospedale come punto di riferimento, ma strutture capillari capaci di rispondere ai bisogni di cura cronica e prevenzione direttamente sul territorio.