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il caso

Mamma post mortem: la sentenza del tribunale che riconosce la maternità ad una donna già morta

Per la prima volta in Italia sì dei giudici di Trieste alla maternità intenzionale di una donna lesbica deceduta: le sue figlie ottengono eredità, cognome materno e tutele sociali grazie all'azione pro bono della Rete Lenford

05 Febbraio 2026, 18:13

Mamma post mortem: la sentenza del tribunale che riconosce la maternità ad una donna già morta

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Per la prima volta in Italia, un tribunale ha riconosciuto la maternità di una donna lesbica deceduta prima di poter dichiarare la propria filiazione.

La decisione, assunta il 5 dicembre dal Tribunale di Trieste, è stata resa nota oggi dalla Rete Lenford – associazione di promozione sociale dedicata alla tutela dei diritti LGBTI+ – e dall’avvocata Patrizia Fiore, che ha seguito la causa pro bono insieme ai colleghi Manuel Girola, Valentina Pontillo e Giulia Patrassi Leopardi.

Il caso riguarda una maternità intenzionale fondata sul consenso alla procreazione medicalmente assistita, effettuata all’estero dalla compagna della donna.

È la prima volta che, in un simile contesto, viene promossa un’azione di stato per ottenere l’accertamento giudiziale del rapporto di filiazione nei confronti di una persona defunta.

La madre intenzionale, professoressa di Archeologia greca e romana presso il Dipartimento di Studi Umanistici dell’Università di Trieste, è scomparsa il 19 maggio 2024.

Alla nascita non aveva potuto riconoscere le figlie – che oggi hanno 8 e 4 anni – poiché in Italia tale dichiarazione sarebbe stata respinta dagli uffici competenti, in quanto ritenuta contraria alla normativa vigente.

Nel settembre 2024, a pochi mesi dalla morte, è stata quindi avviata un’azione giudiziaria per garantire alle bambine il riconoscimento del legame genitoriale con la donna che aveva condiviso in modo consapevole e responsabile il progetto di genitorialità con la partner.

La sentenza ha accolto integralmente la domanda di accertamento della genitorialità, assicurando alle minori tutte le tutele previste dall’ordinamento: dai diritti successori allo status di eredi legittime, fino all’accesso alle prestazioni previdenziali e assistenziali spettanti ai figli del genitore deceduto.

Come riferisce una nota della Rete Lenford, il Tribunaleha dichiarato le bambine figlie di entrambe le madri, disponendo altresì l’attribuzione del cognome della madre intenzionale”.

Secondo l’avvocata Fiore, la decisione “restituisce dignità giuridica a una storia familiare interrotta da una gravissima perdita, e che riafferma il primato dell’interesse delle minori alla continuità affettiva, identitaria e giuridica”.