La stazione spaziale resta vuota? Crew-12 in bilico: il lancio verso la ISS nel mirino del blocco Falcon 9
Un rinvio è possibile: tra l’inchiesta sul Falcon 9, la staffetta con Artemis II e l’ombra dell’evacuazione medica di Crew‑11, la prossima missione con equipaggio di SpaceX e NASA naviga in acque agitate
A Houston, nel cuore del Johnson Space Center quattro astronauti sono in quarantena e ripassano le procedure a bordo della Crew Dragon. Hanno già fatto la “prova vestizione”, ascoltato i suoni di bordo per imparare a riconoscerli a occhi chiusi, controllato ogni connettore. La partenza è fissata per la mattina dell'11 febbraio 2026 alle 06 della costa est americana, ma sul tavolo c’è un nuovo, imprevisto avviso di burrasca: SpaceX ha “messo in pausa” i voli del Falcon 9 per indagare un’anomalia allo stadio superiore. Un dettaglio tecnico ma sufficiente a trasformare un conto alla rovescia in un delicato esercizio di diplomazia operativa tra NASA, FAA e la stessa SpaceX.
La missione Crew‑12 è la dodicesima rotazione operativa di astronauti verso la Stazione Spaziale Internazionale (ISS) nell’ambito del Commercial Crew Program di NASA. A bordo della Crew Dragon (veicolo “Freedom”) saliranno due americani, Jessica Meir (comandante) e Jack Hathaway (pilota), la francese Sophie Adenot dell’ESA e il cosmonauta russo Andrey Fedyaev di Roscosmos. Team internazionale, obiettivi concreti: riportare l’avamposto orbitale alla piena capacità operativa dopo l’uscita anticipata dell’equipaggio Crew‑11, e contribuire per circa otto mesi a manutenzione, esperimenti in microgravità e test di nuove tecnologie.
Il quadro si complica perché a ridosso di Crew‑12 potrebbe partire Artemis II, la missione circumlunare con equipaggio che segnerà il ritorno di astronauti nelle vicinanze della Luna per la prima volta in oltre 50 anni. Se Artemis II rispettasse la sua tabella, la staffetta tra risorse a terra (sale di vestizione, squadre di recupero in mare, corridoi aerei) potrebbe imporre a Crew‑12 uno scivolamento fino al 19 febbraio.
Il 2 febbraio però un Falcon 9 decollato da Vandenberg per una missione Starlink ha completato correttamente il rilascio dei 25 satelliti e l’atterraggio del primo stadio sulla chiatta. Il problema è emerso più tardi: lo stadio superiore ha registrato una condizione “off‑nominal” in preparazione alla manovra di deorbitazione, quella che guida un rientro controllato su un corridoio oceanico e riduce al minimo il rischio di detriti. Il veicolo è stato “passivato” come da procedura di sicurezza e SpaceX ha avviato un’analisi tecnica con FAA. Fino a conclusione dell’indagine, i lanci Falcon 9 sono stati sospesi. È una misura prudenziale, tipica dell’industria spaziale, ma che a pochi giorni da Crew‑12 pesa come un macigno.
Se l’analisi confermerà che l’anomalia è circoscritta e mitigabile con azioni correttive rapide, il Falcon 9 potrà tornare in rampa in tempo per l’11 febbraio. In caso contrario, è ragionevole attendersi un rinvio: scenari possibili vanno da pochi giorni a oltre una settimana, anche in funzione dell’eventuale lancio di Artemis II e della disponibilità di navi di recupero e finestre balistiche per l’inseguimento della ISS. Per ora, NASA e SpaceX mantengono il “no earlier than” dell’11 febbraio 2026, con l’impegno a decidere “più sotto data”, come recita la comunicazione ufficiale.
All’inizio di gennaio 2026, a poche ore da un’attività extraveicolare programmata (U.S. EVA‑94), NASA ha segnalato un “problema medico” a un membro di Crew‑11. L’agenzia ha quindi maturato la decisione, senza emergenze ma in via precauzionale, di anticipare il rientro dell’intero equipaggio: Zena Cardman, Mike Fincke, Kimiya Yui e Oleg Platonov sono rientrati sulla Crew Dragon il 15 gennaio 2026, firmando la prima evacuazione medica di un equipaggio dalla ISS in oltre 25 anni di presenza umana continua in orbita. NASA non ha rivelato identità e natura del problema, citando il diritto alla privacy del personale. Il resto dell’equipaggio di Spedizione 74 ha mantenuto la stazione operativa in configurazione ridotta.
L’anticipo del rientro di Crew‑11 ha lasciato la ISS con tre soli residenti permanenti per alcune settimane, aumentando la pressione affinché Crew‑12 subentri rapidamente e riporti l’avamposto alla dotazione standard di sette membri. Questo spiega la particolare cautela con cui NASA e SpaceX gestiscono la finestra di metà febbraio, bilanciando la necessità di ridurre i rischi tecnici (post‑anomalie Falcon 9) con quella di ristabilire piena operatività in orbita.