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Società

Qui Montalbano mangiava la pasta 'ncasciata: ora è tutto distrutto

Il mare a Punta Secca si è ripreso ogni cosa. Ma dopo il ciclone Harry si sta già ricostruendo per ripartire

06 Febbraio 2026, 01:26

Qui Montalbano mangiava la pasta 'ncasciata: ora è tutto distrutto

Il locale in una scena della fiction tv

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Il mare, quella notte, non ha bussato. È entrato. Ha scavalcato la linea dell’orizzonte come un predatore antico e si è preso tutto, senza chiedere permesso. Quando il ciclone Harry ha colpito la costa ragusana, Enzo a Mare – il ristorante simbolo di Punta Secca, il luogo dove il commissario Montalbano assaporava la celebre pasta ’ncasciata – è stato travolto da un’onda di devastazione che ha cancellato in pochi minuti decenni di lavoro, memoria e bellezza.

Le immagini del giorno dopo parlavano da sole: tavoli spariti, pedane divelte, la struttura sventrata come un guscio fragile. Un luogo che per migliaia di persone non era solo un ristorante, ma un pezzo di immaginario collettivo, un frammento di Sicilia riconosciuto in tutto il mondo grazie alla penna di Andrea Camilleri e alla potenza della fiction televisiva.

Eppure, chi conosce davvero questo angolo di costa sa che la storia non finisce così. Perché Enzo a Mare non è soltanto un edificio affacciato sul Mediterraneo: è un presidio di identità, un luogo vissuto, amato, attraversato da generazioni di siciliani e da visitatori che qui hanno trovato un modo autentico di sentire la Sicilia. E ciò che è stato amato, curato e vissuto non scompare. Si rialza.

Oggi, tra le macerie e il rumore dei martelli, si respira un’aria diversa. I lavori sono iniziati, le prime strutture tornano a prendere forma, e quel tratto di spiaggia ferito sembra già prepararsi a una nuova stagione. La rinascita non è solo un progetto edilizio: è un atto di volontà, quasi un gesto di resistenza culturale.

La Sicilia ha un rapporto complesso con l’acqua che la circonda: la teme, la sfida, la celebra. Sa che il mare può dare tutto e togliere tutto. Ma sa anche che ogni volta che la natura colpisce, l’uomo può rispondere con la forza della comunità e con la capacità di ricostruire ciò che conta davvero.

Enzo a Mare tornerà. Tornerà perché appartiene a questa terra, perché è radicato nella memoria collettiva, perché è diventato un simbolo di ciò che la Sicilia sa essere quando decide di rialzarsi. Tornerà perché la sua storia non è fatta di legno e cemento, ma di persone, di sapori, di racconti, di tramonti che nessuna tempesta potrà cancellare.

E quando riaprirà, quando la prima pasta ’ncasciata tornerà a fumare nei piatti affacciati sul mare, non sarà solo un ristorante a rinascere. Sarà un pezzo di identità siciliana a riprendere il suo posto nel mondo.