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Attualità

"Siamo città del formaggio, ma la nostra cacioteca è nel degrado. E' paradossale"

La denuncia di Filippo Angelica di Italia Viva Casa Riformista sul recente riconoscimento ottenuto da Ragusa

06 Febbraio 2026, 10:36

"Siamo città del formaggio, ma la nostra cacioteca è nel degrado. E' paradossale"

La cacioteca nel degrado

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Il titolo di “Città del Formaggio 2026” rischia di ridursi a un riconoscimento puramente simbolico, privo di effetti tangibili sul territorio. È l’allarme lanciato da Filippo Angelica, esponente di Italia Viva Casa Riformista Ragusa, che invita a superare l’euforia della cerimonia ufficiale.

Essere premiati per le nostre eccellenze è certamente un fatto positivo”, premette, “ma dopo la cerimonia al San Vincenzo Ferreri e l’installazione della targa, cosa rimane? A nostro avviso, ben poco”.

Il fulcro della critica è la difficoltà, imputata alla giunta, di tradurre l’onorificenza in una leva economica concreta. “Serve una politica che vada oltre le passerelle e si concentri sulle cose che contano davvero”, afferma Angelica.

In quest’ottica, punta il dito sulla gestione della Cacioteca, che a suo avviso avrebbe dovuto essere messa al centro del percorso di valorizzazione avviato con il titolo conferito dall’Onaf. “Parliamo di una struttura che potrebbe essere un gioiello, un luogo innovativo e identitario. Per cui sono stati spesi due milioni e mezzo di euro. Invece è abbandonata all’umidità e al degrado. Noi l’avremmo recuperata e resa il fulcro della manifestazione, trasformandola in un centro di eccellenza per percorsi enogastronomici capaci di sostenere il turismo e arricchire l’offerta della città”.

Lo sguardo si allarga poi al Castello di Donnafugata dove, sostiene, “nonostante annunci, collaborazioni e risorse impiegate, dopo un anno e mezzo non si vede alcun risultato concreto. Questo non è buon governo: è un blackout amministrativo”.

Alla base delle criticità, ribadisce, vi sarebbe “la mancanza di idee e di una gestione competente del patrimonio comunale. I riconoscimenti servono a poco se non si è in grado di trasformarli in sviluppo”.

Angelica contesta inoltre il rapporto tra Palazzo di città ed enti esterni: “Non possiamo accettare che sia il Gal Terra Barocca a dettare l’agenda ai nostri assessorati. Non tutto ciò che arriva con la cassaforte a distribuire prebende provenienti da Bruxelles o dal Gal è automaticamente ciò che serve a Ragusa. Le priorità devono stabilirle coloro che governano la città”.

Capitolo risorse e patrimonio: “Spendiamo centinaia di migliaia di euro per mantenere strutture che non producono alcun ritorno. Se fossero messe a reddito, potremmo alleggerire la pressione fiscale e ridurre i costi dei servizi essenziali, come asili nido e refezione scolastica”.

E conclude con una stoccata politica: “Quando manca la volontà di decidere, finiscono per decidere gli altri. È questa la grande occasione che l’amministrazione ha mancato”.