Attualità
Modica, la battaglia per la riapertura del Tribunale entra nel vivo
Entro il 9 febbraio dovrà partire alla commissione Giustizia della Camera la richiesta formale di audizione
Il Palagiustizia di Modica
La battaglia per la riapertura del Tribunale di Modica torna ad accendersi, e questa volta con una scadenza precisa. Nel corso di una videoconferenza presieduta dall'avvocato Agnusdei, portavoce nazionale dei trenta presidi di giustizia soppressi, è stato stabilito che entro il 9 febbraio dovrà partire alla Commissione Giustizia della Camera la richiesta formale di audizione. Un passaggio decisivo per riportare il caso Modica al centro del dibattito parlamentare.
Durante la riunione è stata delineata anche la delegazione che rappresenterà la città: la sindaca Maria Monisteri, la presidente del Consiglio comunale Mariacristina Minardo e l'avvocato Enzo Galazzo, storico volto del comitato pro-tribunale. Una scelta che non manca di letture politiche, soprattutto per la presenza di Minardo, cugina dell'onorevole Nino Minardo, figura di peso a Roma in qualità di presidente della commissione Difesa. Un dettaglio che, secondo molti, potrebbe rivelarsi determinante nei corridoi parlamentari.
Il confronto non ha risparmiato toni duri. È stata ripercorsa la lunga sequenza di promesse disattese, a partire dall’incontro del giugno 2023 con il sottosegretario Andrea Delmastro. Allora si parlò di “giustizia di prossimità” e di una possibile revisione delle circoscrizioni giudiziarie, ammettendo che la riforma del 2012 non aveva prodotto i benefici annunciati. Oggi, però, la realtà è rimasta immutata: oltre sei milioni di cittadini continuano a fare i conti con i disagi derivanti dalla chiusura dei tribunali periferici.
Non sono mancate critiche alla stessa amministrazione modicana. Nel mirino, la decisione della sindaca Monisteri di bloccare l’utilizzo degli uffici giudiziari su richiesta del presidente del Tribunale di Ragusa, una scelta definita “incomprensibile” e giudicata controproducente per la causa della riapertura.
Ancora più netto l’affondo contro il senatore Sallemi, accusato di inseguire il progetto di una nuova cittadella della giustizia, ritenuta “obsoleta, costosa e sproporzionata” rispetto alle esigenze di un territorio che conta poco più di 300mila abitanti. Una spesa milionaria che, secondo i sostenitori del ritorno del Tribunale a Modica, non avrebbe alcuna ragione d’essere, soprattutto alla luce di una struttura già esistente, funzionante e immediatamente operativa.
Ora tutto converge sulla data del 9 febbraio. Modica dovrà far sentire la propria voce a Montecitorio, prima che il silenzio cali definitivamente su una battaglia che dura da oltre dieci anni e che, per molti, rappresenta una questione di dignità istituzionale oltre che di efficienza del sistema giudiziario.