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Ricominciare dopo la pena

Carcere e società, la sfida di Sciacca: "Se il reinserimento fallisce, è una sconfitta per tutti"

"Nessuno coincide solo con il proprio reato": quando il riscatto passa dalla cultura

06 Febbraio 2026, 18:53

Carcere e società, la sfida di Sciacca: "Se il reinserimento fallisce, è una sconfitta per tutti"

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Il carcere non come un mondo a parte, ma come un luogo di ricostruzione dell’identità e di preparazione al domani. È questo il messaggio centrale emerso dal convegno dedicato al reinserimento sociale e ai valori della convivenza civile, svoltosi questa mattina presso la Casa Circondariale di Sciacca. L’iniziativa, promossa dall’istituto penitenziario in stretta sinergia con l’Istituto scolastico “Don Arena”, ha visto il coinvolgimento delle autorità carcerarie, del mondo accademico e della comunità dei detenuti.

Al centro del dibattito, moderato da Gaetano Montalbano, responsabile dell’Area Trattamentale, è stata la relazione di Francesco Pira, docente di Sociologia all’Università di Messina. Pira ha scosso la platea definendo il reinserimento sociale come una cartina di tornasole per la nostra democrazia: "Parlare di reinserimento non significa affrontare un tema marginale, ma interrogarsi sulla qualità della nostra società - ha spiegato il docente -. Ogni persona che esce dal carcere senza strumenti o prospettive rappresenta una sconfitta collettiva". Secondo il sociologo, l'arma principale contro lo stigma è la cultura: "La scuola in carcere è un atto di ricostruzione: afferma che una persona non coincide mai interamente con il reato commesso, ma resta portatrice di possibilità di cambiamento".

L’incontro ha beneficiato dei contributi della direttrice della struttura, Marilena Scaravilli, del comandante della Polizia Penitenziaria, Nino Di Noto, e della docente Maricetta Venezia (AVULSS). Tutti hanno concordato sulla necessità di abbattere il muro tra carcere e territorio.

Particolarmente toccante è stato il momento del confronto, in cui alcune persone detenute hanno rivolto domande a Pira, offrendo testimonianze dirette sull’importanza dei percorsi scolastici interni come bussola per non perdersi una volta tornati in libertà.

Soddisfatta la direttrice Scaravilli, che ha sottolineato come queste giornate servano a rafforzare la cultura della responsabilità: "Il confronto tra esperti, volontariato e mondo della scuola è fondamentale per promuovere una convivenza civile fondata sui valori costituzionali".