L'INTERVISTA
Settant'anni di Olimpiadi, da Cortina 1956 a Cortina 2026: il racconto di Cristina Busi Ferruzzi
La presidente Sibeg/Coca-Cola tedofora della fiamma olimpica: "Queste sono le Olimpiadi più belle che abbia mai visto, l'Italia ha dimostrato grande eleganza
Ha partecipato per la seconda volta alle Olimpiadi di Cortina come tedofora del viaggio della fiamma olimpica. Ma nella sua vita Cristina Busi Ferruzzi, presidente della Sibeg/Coca Cola ha cominciato a stare sugli sci nel 1956, in occasione del primo evento olimpico italiano, a Torino, aveva sette anni. E ricorda ancora l’esercito che andava su e giù per portare la neve mancante e per una bambina di allora, che viaggiava con la famiglia, era tutto una sorpresa.
«Sono appena rientrata dalla pista della discesa libera (Olimpia delle Tofane, ndr), dove oggi abbiamo assistito gara femminile, che grande spettacolo. Certo avremmo voluto portare a casa l’oro, ma le nostre sono delle grandi atlete, a partire da Sofia (Goggia, nrd). Credetemi c’era un’atmosfera di grande emozione e partecipazione, dove la fatica delle atlete si fondeva con l’entusiasmo di migliaia di appassionati presenti sulle tribune naturali delle Tofane».
Lei ha definito l’esperienza della fiamma come il culmine di un grande viaggio e un'opportunità per condividere i valori sociali dello sport?
«Bisogna dire che non è la prima volta per me, io già l'ho fatto vent’anni fa insieme a mio figlio Luca in occasione delle prime Olimpiadi di Cortina, la Coca-Cola è sempre sponsor di questi eventi per cui, è chiaro che noi imbottigliatori siamo chiamati a partecipare. Naturalmente non viviamo questi momenti come “lavoro”, è chiaro che per noi significa essere privilegiati perché abbiamo un’opportunità che in pochi possono vivere».
Dunque, sono settant'anni che vive l’entusiasmo olimpico, cosa le ha lasciato quest’ultima esperienza?
«Eh sì, perché, intendiamoci, sono le seconde Olimpiadi a Cortina, un evento grandioso del quale dobbiamo essere proprio fieri. Per me è un rapporto anche di affetto, di nostalgia e gioia della mia vita, ritorno un po’ bambina e devo dire la pista delle Tofane potrei farla a occhi bendati. Quando mio figlio aveva dieci anni andavamo su con il suo maestro, la mia migliore amica, zia di Alberto Tomba e lui, Alberto, a divertirci come dei matti».
Qualche settimana fa, da tedofora, ha fatto un’esperienza tra gli amici di sempre.
«Anche in famiglia! Perché la fiamma me l'ha accesa mia nuora ed io l’ho accesa a Giacomo Agostini che conosco da moltissimi anni e ci frequentiamo sempre a Cortina. E’stato bello passare un pomeriggio con lui nel pulmino che ci portava in giro, una grande emozione perché in quel momento rivivi la storia delle Olimpiadi e ti rendi conto che fai parte fai veramente parte di questa storia».
Lei si trovava anche a Milano, per la cerimonia d’inaugurazione, quale sentimento ha prevalso?
«E’ stata una grandissima occasione di orgoglio nazionale e io ringrazio la Coca-Cola che mi ha dato la possibilità di farlo due volte nella mia vita. Milano bellissima, è stata perfetta, per riuscire a far funzionare tutto magnificamente ci sono stati dei grandi professionisti e un grande impegno collettivo. La nostra delegazione è entrata a San Siro in tre minuti e tutto lo stadio si è riempito una velocità incredibile, con un servizio d'ordine esemplare e un'educazione e cortesia ineguagliabile. E poi la performance in questo stadio che è ancora meraviglioso, in questi momenti senti che ti scoppia il cuore e ringrazi di essere italiano. Ho sentito un po’ di bugie, ridicole, perché non è vero che ci sono stati fischi quando è entrata la squadra israeliana, anzi tutto lo stadio ha applaudito, il pubblico ha dimostrato di essere vicino a tutti gli atleti di tutti i paesi. Anche per gli americani è stato così, significa che c’era un pubblico educato e sportivo che ha solo apprezzato tutto quello che è stato fatto. Di tutte le Olimpiadi che ho visto in vita mia questa è di gran lunga la più bella, la più elegante, la più affascinante, con una grande positività nel raccontare l'Italia».
Considerato il suo impegno con la Camera di Commercio italiana in Albania, come pensa che le Olimpiadi possono fungere da ponte per rafforzare le relazioni economiche dell'Italia con l'estero?
«Beh, intanto la prima squadra che è uscita è stata quella dell'Albania! Effettivamente che riesca a partecipare ai giochi olimpici è anche il frutto del nostro lavoro, noi che siamo dei grandi supporter anche come Coca-Cola e questo ci riempie di grande piacere. Sono sicura che le Olimpiadi hanno rafforzato i rapporti bilaterali e la Camera di Commercio italiana è un punto d'appoggio per tutti gli imprenditori interessati a questo paese. Lo pensa anche Edi Rama».