11 febbraio 2026 - Aggiornato alle 00:03
×

l'allarme

Centuripe, il costone che preoccupa: al via la gara per mettere in sicurezza Monte Calvario

Una scadenza fissata al 20 marzo e un cantiere da 4,6 milioni: così la Sicilia prova a cucire una delle sue ferite più delicate, tra rischio R4 e memorie ellenistiche

10 Febbraio 2026, 17:23

Centuripe, il costone che ti guarda: al via la gara per mettere in sicurezza Monte Calvario

Una scadenza fissata al 20 marzo e un cantiere da 4,6 milioni: così la Sicilia prova a cucire una delle sue ferite più delicate, tra rischio R4 e memorie ellenistiche.

Seguici su

Allarme a Centuripe per la tenuta del costone di Monte Calvario che oggi finalmente si prepara a diventare un cantiere. La Struttura per il contrasto del dissesto idrogeologico della Regione Siciliana ha pubblicato il bando di gara: offerte entro il 20 marzo 2026, base d’asta 4,6 milioni di euro, fondi FSC 2021/2027.

Secondo gli atti pubblicati, gli uffici diretti da Sergio Tumminello hanno aperto la procedura di gara per le opere che puntano alla mitigazione del rischio idrogeologico lungo tutto il versante e alla realizzazione del Parco urbano “Monte Calvario”. È una svolta attesa: a dicembre 2025 la Regione Siciliana aveva annunciato il completamento della progettazione e l’imminente pubblicazione della gara; a inizio 2026 la procedura è effettivamente partita.

Nel linguaggio della pianificazione italiana, R4 - il rischio attribuito a Monte Calvario - significa che sono possibili perdite di vite umane, danni gravi a edifici e infrastrutture, e la distruzione di attività socio‑economiche. È una soglia che non ammette ambiguità: impone limitazioni sugli interventi ammissibili, indirizza la progettazione verso la riduzione del rischio alla fonte e vincola la trasformazione dei suoli. In Sicilia, le linee regionali esplicitano che in aree R4 sono consentiti soprattutto interventi di consolidamento, manutenzioni e misure di tutela della pubblica incolumità, non nuova edificazione.

I numeri più recenti del Rapporto ISPRA e delle autorità di bacino raccontano un’isola sempre più fragile: il 90% dei comuni siciliani ha almeno un’area classificata R4; tra il 2021 e il 2024 la superficie a pericolosità frane nei PAI è cresciuta sensibilmente, con un incremento in Sicilia stimato oltre il 20%. È il fondale statistico su cui leggere l’urgenza degli interventi come quello di Monte Calvario.

Il versante di Monte Calvario non è solo un pendio instabile: è un deposito di storia. Nelle contrade adiacenti – tra cui Panneria – scavi del Novecento e dei decenni successivi hanno documentato abitazioni di età ellenistica con affreschi e sistemi a terrazze, oltre a strutture idrauliche e murature di contenimento. Il vincolo archeologico del 1990 ha sancito l’interesse pubblico dell’area. La progettazione, spiegano le note ufficiali, è stata più volte ricalibrata proprio per rispettare tali prescrizioni e integrare le indicazioni della Soprintendenza di Enna.