Attualità
Iblea Acque a Modica, c'è ressa e interviene la polizia
Gli utenti costretti a fare i conti con attese lunghissime e code interminabili
La sede modicana di Iblea Acque
Attese lunghissime, code interminabili e nervosismo alle stelle. È la situazione che si è creata ieri presso gli uffici di Iblea Acque a Modica dove ad un certo punto si è registrato un vero e proprio caos tanto da rendere necessario l’intervento delle forze dell’ordine per riportare la calma.
I primi utenti sono arrivati intorno alle 5 del mattino e alcuni hanno addirittura dichiarato di aver dormito in macchina per essere sicuri di potersi accaparrare i primi posti.
Il finimondo è scoppiato quando tanti utenti ancora in attesa sono stati invitati a ritornare un altro giorno.
A quel punto la tensione è stata massima rendendo indispensabile la presenza degli agenti della polizia di stato per evitare che la situazione degenerasse ulteriormente.
Nel tentativo di placare gli animi, è arrivato sul posto anche l’ingegnere responsabile di Iblea Acque Renato Savarese che ai microfoni di Video Mediterraneo ha spiegato che il progetto di potenziamento degli uffici di Modica è all’attenzione dell’amministratore delegato Stefano Guccione.
Savarese ha ammesso che la situazione di Modica è inammissibile ed ha inoltre assicurato che nei prossimi giorni verranno fornite delle sedie, così da consentire agli utenti almeno un posto a sedere durante l’attesa.
Nel corso della giornata di ieri è stata anche avviata dagli utenti una petizione al fine di avanzare proposte concrete ai dirigenti di Iblea Acque per risolvere una situazione definita insostenibile.
Il malcontento è tanto, la gente è stanca e disperata e chiede interventi più incisivi e strutturali. La speranza è che alle promesse seguano rapidamente i fatti, affinché situazioni di questo tipo non si ripetano e venga finalmente garantito un servizio pubblico più efficiente e rispettoso della dignità dei cittadini.
Oltre ai tempi lunghissimi di attesa, si contestano carenze degli uffici come, ad esempio, l’assenza di bagni a servizio dell’utenza costretta a rimanere lì per ore e ore.