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Diego, ragazzo plusdotato: campione di scacchi, a 14 anni può andare all'Università, ma il talento si scontra con le regole

Vive ad Avola e frequenta il liceo classico a Noto, a 11 anni sedeva già tra i banchi della quarta liceo. Ma in Italia un doppio salto di classe non è consentito

11 Febbraio 2026, 10:53

Diego, ragazzo plusdotato: campione di scacchi, a 14 anni può andare all'Università, ma il talento si scontra con le regole

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Corre veloce Diego: a 14 anni ha già i titoli per potersi iscrivere all’Università, scegliendo uno corso di Laurea dell’area Stem (Science Technology, Engineering and Mathematics). Questo, però, lo deciderà con calma, con il consueto supporto di mamma Laura e papà Giuseppe che in questi anni lo hanno accompagnato in un percorso che non è quello che sembra.

La storia di Diego Alfò, 14 anni, nato a Noto, residente ad Avola e che frequenta lo storico e prestigioso liceo Classico Antonio Di Rudinì dell’istituto superiore Matteo Raeli a Noto, non è però quella del bambino genio che ama la scuola. Anzi, è praticamente al contrario. È la storia di un ragazzo plusdotato, gifted, con capacità cognitive fuori dalla norma soprattutto quando c’è da fare calcoli o avere a che fare con esperimenti. Un ragazzo che da bambino a un certo punto rischiava di spegnersi. Questo mamma Laura e papà Giuseppe lo raccontano sempre. Il salto in avanti dalla terza alla quinta elementare proposto da un’insegnante è stata una boccata d’ossigeno. Un talento precoce per un sistema scolastico che, almeno per Diego, andava troppo piano.

La situazione si ripete alle medie, ma anche qui ecco la boccata d’ossigeno: in seconda media gli viene accordato un permesso per frequentare le lezioni di Fisica e Matematica al liceo Scientifico dell’istituto superiore Matteo Raeli di Noto. Diego a 11 anni si ritrova sui banchi di una quarta liceo, accolto dalla professoressa Daniela Caligiore.

Nel frattempo, però, la famiglia si scontra con il sistema scolastico italiano. «È concesso un solo salto di classe» si sentono rispondere quando chiedono di poter avanzare negli studi. Lo spiraglio decisivo è quello degli esami Cambridge: Diego studia per sostenere gli A-Level, titoli internazionali che sono riconosciuti in tutto il mondo come requisito diretto di accesso agli studi universitari. Ogni esame richiede circa due anni di preparazione, è sostenuto interamente in inglese, con commissioni rigidissime e regole ferree. Per accedere all’università ne servono tre. Passa Matematica Pura e Matematica Avanzata, poi la prova di Fisica. La sostiene a Lucca, dopo una preparazione puntigliosa e con l’istituto superiore Matteo Raeli di Noto che mette a disposizione il proprio laboratorio grazie al dirigente scolastico Concetto Veneziano, la professoressa Caterina Schipilliti e l’assistente di laboratorio Piero Spataro. Prova superata, terzo A-Level conseguito e adesso le porte dell’Università che si potrebbero aprire.

Perché il condizionale? Perché Diego - che dall'amministrazione comunale di Avola guidata dal sindaco Rossana Cannata ha ricevuto una borsa di studio - e la famiglia stanno cercando più informazioni possibili per valutare la scelta migliore, ma «qualche Ateneo sembra ancora non volerci credere». Eppure un talento del genere non andrebbe fatto scappare: si parla tanto di cervelli in fuga e poi…

Ci sono poi mille curiosità su Diego e tutte raccontano la normalità e la semplicità di questo ragazzo. Diego, ferratissimo nelle materie scientifiche, ha scelto il liceo Classico. Non per scappare dalle scienze, dalla fisica o dalla matematica, ma per studiare Greco e Latino, che per lui sono un modo per aumentare conoscenze e capacità di ragionamento. Quella curiosità che lo ha contraddistinto sin da piccolo lo ha portato a sviluppare in questi ultimi anni una nuova passione: quella degli scacchi.

E anche qui Diego ha bruciato le tappe, tutto da autodidatta, leggendo libri sulla disciplina, informandosi attraverso internet, guardando in tv le (poche) partite trasmesse. Risultato? Diego è già quinto nella sua categoria, ha il titolo di candidato maestro, è stato selezionato dal Coni nel 2024 e nel 2025 per rappresentare la Sicilia nel campionato italiano a squadre. E la Federazione Scacchistica Italiana lo ha inserito tra le promesse nazionali. E poi c’è il cubo di Rubik: non solo il tradizionale 3x3 ma anche quelli, almeno per noi comuni mortali, più complicati tipo il 16x16. Stanno lì nella cameretta, nella spaziosa casa che condivide con il fratello Seby e la sorellina Morgana.

Le regole vanno rispettate ma in certi contesti e in certe situazioni rischiano di tagliare le gambe a chi vuole e può semplicemente correre più veloce degli altri, senza fare male a nessuno. Diego non ha bruciato le tappe per arrivare prima, le ha attraversate per non farsi male stando fermo tra programmi scolastici che già conosceva. La scuola, anzi le scuole, sono state flessibili permettendo che Diego non si facesse male o si spegnesse. Alla scuola italiana il compito di sapere gestire nel migliore dei modi talenti come il suo.