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Il Comune di Vittoria e lo scioglimento per infiltrazioni mafiose, l'ex sindaco Moscato in audizione a Roma
Il senatore Sallemi: "Il senso di ingiustizia per l'accaduto resta palese. Ora manca l'ultimo tassello"
L'audizione dell'ex sindaco Moscato con il senatore Sallemi
L’audizione di Giovanni Moscato davanti al Comitato parlamentare sulle infiltrazioni della mafia negli enti locali ha rappresentato uno dei momenti più significativi dell’intero percorso istituzionale legato alla vicenda che, nel 2018, portò allo scioglimento del Comune di Vittoria per presunte infiltrazioni mafiose. A sottolinearlo è il senatore Salvo Sallemi, presidente del Comitato, che ha definito l’incontro “uno dei momenti più intensi” del suo mandato.
L’audizione arriva in una fase cruciale: negli ultimi anni, infatti, la vicenda giudiziaria e amministrativa legata all’ex sindaco Moscato ha subito una profonda revisione. Nel 2022 il Consiglio di Stato ha annullato il provvedimento di scioglimento del Comune, ritenendo insufficienti gli elementi che avevano portato al commissariamento. Una decisione che ha riaperto il dibattito nazionale sull’efficacia e sulle garanzie del meccanismo previsto dalla legge 164/1991.
Proprio su questo terreno si inserisce il lavoro del Comitato guidato da Sallemi. “Abbiamo ascoltato con attenzione gli spunti emersi, sui quali il Comitato ha già lavorato: contraddittorio rafforzato, personale con specifiche competenze amministrative a supporto dei commissari e incandidabilità sono i punti nodali della proposta di riforma che depositeremo a breve”, ha spiegato il senatore.
Secondo Sallemi, durante l’audizione è emerso con chiarezza il sentimento che ha accompagnato l’intera vicenda: “Il senso di ingiustizia che l’amministrazione Moscato ha lasciato nei commissari è apparso palese”. Una percezione che si inserisce in un quadro più ampio, in cui diversi casi analoghi — da Lamezia Terme a Scafati, fino a Tropea — hanno alimentato negli anni il dibattito sulla necessità di riformare la normativa sugli scioglimenti per mafia, introducendo maggiori garanzie procedurali e strumenti tecnici più adeguati.
“Il tempo della verità è giunto”, ha dichiarato Sallemi, lasciando intendere che il lavoro del Comitato sia ormai vicino alla conclusione. “Adesso manca un ultimo tassello, ma questa è un’altra storia”, ha aggiunto, senza anticipare ulteriori dettagli.
La proposta di riforma, attesa nelle prossime settimane, potrebbe rappresentare uno dei passaggi più rilevanti degli ultimi anni nel rapporto tra Stato, enti locali e strumenti di prevenzione antimafia. Un tema che, dopo il caso Moscato, è tornato al centro dell’agenda politica nazionale.