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Studio sul mercato Usa trova sostanze potenzialmente cancerogene e interferenti endocrini

11 Febbraio 2026, 16:59

Studio sul mercato Usa trova sostanze potenzialmente cancerogene e interferenti endocrini

Extension

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Le extension per capelli potrebbero contenere e rilasciare sostanze potenzialmente pericolose per la salute e già note per aumentare il rischio di tumori, problemi ormonali, disturbi immunitari. È l’allarme lanciato da uno studio condotto da ricercatori del Silent Spring Institute di Newton, negli Stati Uniti, e pubblicato sulla rivista Environment & Health.

“Nonostante si preveda che il mercato globale delle extension per capelli supererà i 14 miliardi di dollari entro il 2028, con gli Stati Uniti leader nelle importazioni globali, le sostanze presenti nelle extension rimangono scarsamente caratterizzate e regolamentate”, spiegano i ricercatori.

A differenza dell’Europa, dove vige una normativa rigorosa in materia, negli USA il quadro regolatorio è frammentario: mancano disposizioni specifiche a livello federale e le eventuali regole sono spesso circoscritte a singoli Stati, come la California.

Il team ha analizzato 43 prodotti in vendita sul mercato statunitense: fatta eccezione per 2, tutti contenevano almeno una sostanza considerata preoccupante. In 48 casi sono state rilevate sostanze che la normativa californiana classifica come potenziali fattori di rischio per cancro, difetti congeniti o danni riproduttivi. Sono stati individuati anche composti noti per interferire con il sistema endocrino.

Lo studio non ha dimostrato in modo conclusivo che le extension rilascino tali sostanze tossiche, ma per gli autori ciò è altamente plausibile.

Le extension, infatti, “sono a contatto prolungato con la pelle, in particolare con collo e cuoio capelluto, anche durante il bagno e la doccia. È pratica comune riscaldare e acconciare i capelli, il che può essere una fonte di inalazione di sostanze volatili o semivolatili o di prodotti di combustione””, si legge nello studio.

Questi risultati chiariscono che è urgentemente necessaria una supervisione più forte per proteggere i consumatori e spingere le aziende a investire nella realizzazione di prodotti più sicuri”, ha dichiarato in una nota la prima firmataria della ricerca, Elissia Franklin.