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Attualità

Modica, il vescovo di Noto benedice il nuovo reparto di Terapia intensiva

Questa mattina la cerimonia in occasione della memoria liturgica della beata Maria Vergine di Lourdes

11 Febbraio 2026, 21:39

22:15

Modica, il vescovo di Noto benedice il nuovo reparto di Terapia intensiva

Un momento della cerimonia di questa mattina

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La nuova Terapia Intensiva dell’ospedale “Maggiore – Nino Baglieri” di Modica ha ricevuto questa mattina una visita particolarmente significativa, in occasione del 11 febbraio, data in cui la Chiesa celebra la memoria della Beata Vergine di Lourdes: quella del vescovo di Noto, monsignor Salvatore Rumeo, che ha voluto portare un segno di vicinanza ai pazienti, al personale sanitario e all’intera comunità iblea. La struttura, inaugurata ufficialmente lo scorso 2 febbraio, rappresenta uno dei potenziamenti più attesi per la sanità del territorio.

Il vescovo è stato accolto dal primario del reparto, dottor Rosario Trombadore, dal coordinatore Ignazio Fidone e dagli operatori in servizio. Dopo un momento di preghiera dedicato ai ricoverati, Rumeo ha impartito la benedizione ai locali, soffermandosi sulla qualità degli ambienti e sull’importanza di un’assistenza che unisca competenza e umanità. Ha definito il reparto “un luogo d’avanguardia capace di accogliere e curare il paziente in una cornice di assoluta eccellenza”, sottolineando come, pur in un sistema sanitario che necessita di riforme, esistano realtà che rappresentano buone pratiche e motivo di fiducia per i cittadini.

Alla visita erano presenti anche rappresentanti dell’amministrazione comunale di Modica, tra cui il sindaco Maria Monisteri, l’assessore ai Servizi Sociali Concetta Spadaro e il consigliere Paolo Nigro, a testimonianza del valore strategico che il nuovo reparto riveste per tutto il comprensorio. La Terapia Intensiva, infatti, è un presidio fondamentale per la gestione delle emergenze e per garantire standard più elevati di sicurezza e assistenza.

Il vescovo ha concluso l’incontro ringraziando medici, infermieri e operatori per il loro impegno quotidiano, spesso svolto lontano dai riflettori ma essenziale per la vita della comunità. Un riconoscimento che arriva in un momento in cui la sanità iblea vive sfide complesse e in cui la presenza delle istituzioni, anche spirituali, assume un valore simbolico e umano particolarmente forte.