il caso
Shakira mette in vendita il suo paradiso (quasi) intatto: quanto costa l’isola di Bonds Cay
Un rifugio di 263 ettari nelle Berry Islands torna sul mercato con una storia di star, un progetto mancato e un prezzo che fa discutere
Un rifugio di 263 ettari nelle Berry Islands torna sul mercato con una storia di star, un progetto mancato e un prezzo che fa discutere
E' una striscia di sabbia bianchissima nell’acqua turchese. È Bonds Cay, l'isola che negli anni Duemila un gruppo di investitori guidato da Shakira e dal bassista dei Pink Floyd, Roger Waters, comprò per farne un buen ritiro. Oggi l’isola, che si estende per circa 263 ettari nel cuore settentrionale delle Bahamas, è tornata sul mercato con una richiesta intorno ai 30 milioni di dollari (circa 27–28 milioni di euro). L’annuncio porta la firma di Corcoran CA Christie Bahamas e promette oltre 13 miglia di costa – più di 21 chilometri – punteggiata da spiagge e cale protette.
Bonds Cay si trova nelle Berry Islands, un arcipelago amato dai diportisti e dai pescatori d’altura, a circa 37 miglia da Nassau e 155 miglia da Fort Lauderdale. È raggiungibile in barca, idrovolante o elicottero; il suo appeal è proprio questo: è remota ma non isolata. La scheda di vendita sottolinea inoltre la vicinanza al “Tongue of the Ocean”, una profonda fossa sottomarina che favorisce un’eccezionale biodiversità marina, e a Chub Cay, nota tra gli sportivi come la “capitale del billfish” delle Bahamas.
Quando uscì sui giornali l’accordo d’acquisto da parte del gruppo di investitori guidato da Shakira e Roger Waters, nel 2006 si parlò di 16 milioni di dollari per l’isola allora quotata a quel livello: il prezzo odierno è quindi pressoché il doppio.
All'epoca l’idea era ambiziosa: un boutique hotel, residenze di alto profilo e soprattutto un programma per artisti‑in‑residenza, con gallerie e mostre a rotazione. La visione, spiegava allora uno dei protagonisti finanziari, non puntava al cliché di “200 motoscafi e un campo da golf a 18 buche”, ma a un’esperienza centrata su arte e cultura. Il piano, però, non ha mai preso forma. Oggi il fascino dell’isola risiede proprio nel suo essere quasi intatta.
Il broker insiste sul fatto che l’isola è sostanzialmente non sviluppata: un “foglio bianco” per chi desideri costruire. Alcuni servizi recenti segnalano la presenza di qualche bungalow in stile glamping e di un beach bar temporaneo sulla battigia, ma la grande maggioranza della superficie resta nature‑based. Il territorio alterna colline morbide, aree pianeggianti edificabili e vegetazione autoctona. Questa diversità topografica è rara nelle isole private e aumenta le opzioni progettuali, dalla viabilità interna alla mitigazione del rischio tempesta. Una curiosità per i naturalisti: a Bonds Cay è stata documentata una specie endemica di gasteropodi terrestri (Cerionidae), descritta nel 1921 da due naturalisti, a riprova della peculiarità ecologica dell’isolotto.