Attualità
Scicli, dune costiere decisive contro il ciclone Harry
Il comitato Micenci chiede una tutela immediata
Le ruspe in azione in prossimità delle dune
Il ciclone Harry ha lasciato un segno evidente lungo il litorale sciclitano, ma ha anche mostrato con chiarezza quale sia la prima e più efficace difesa naturale contro le mareggiate: le dune. È questo il cuore della nota inviata dal Comitato Micenci al sindaco di Scicli, Mario Marino, al dirigente del Demanio Marittimo Francesco Moscuzza e al soprintendente ai Beni Culturali Antonino De Marco.
Secondo il Comitato, dove i cordoni dunali sono rimasti integri – come a Palo Rosso, Palo Bianco e Micenci – i danni sono stati minimi. Al contrario, nelle zone in cui le dune sono state rimosse o alterate, l’impatto del ciclone è stato violento. Il caso più emblematico è quello di contrada Pezza Filippa, dove l’apertura di un varco tra le dune e lo sbancamento di circa 100 metri di cordone dunale avvenuto nell’ottobre 2024 hanno esposto la strada e le abitazioni all’ingresso diretto delle onde.
Il Comitato ricorda che la tutela delle dune non è una scelta discrezionale, ma un obbligo sancito da normative internazionali, europee e nazionali: dal Piano MAP dell’UNep, al progetto Beachmed, fino al Piano Paesaggistico della provincia di Ragusa, che classifica le dune come beni paesaggistici da conservare e non alterare. Le dune, sottolinea la nota, non solo frenano l’energia delle mareggiate, ma rappresentano una riserva naturale di sabbia che permette alla spiaggia di rigenerarsi dopo gli eventi estremi.
Alla luce di quanto accaduto, il Comitato chiede al Comune di vigilare affinché nessuno modifichi o distrugga i cordoni dunali, informare i proprietari delle abitazioni fronte mare sui divieti e sull’importanza di questi ecosistemi, avviare una bonifica dai rifiuti portati alla luce dalla mareggiata e utilizzare la vegetazione spiaggiata – come la Cymodocea spinosa – per stabilizzare le dune, trattandosi di materiale naturale e non di rifiuto.
Infine, il Comitato sollecita l’amministrazione a coinvolgere cittadini e associazioni nella gestione della costa, come previsto dagli strumenti di pianificazione internazionale: «La salvaguardia delle dune – non è un vezzo, ma una necessità per proteggere persone, case e territorio».