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Attualità

"Salvaguardare la Cymodocea nodosa spiaggiata per proteggere le nostre coste”

I circoli di Legambiente della provincia di Ragusa scrivono ai sindaci della fascia costiera

12 Febbraio 2026, 01:43

"Salvaguardare la Cymodocea nodosa spiaggiata per proteggere le nostre coste”

Un esemplare di Cymodocea nodosa

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I circoli Legambiente Il Carrubo di Ragusa, Kiafura di Scicli, Sikelion di Ispica e Melograno di Modica hanno inviato una nota ai sindaci dei Comuni costieri della provincia per sollecitare una gestione corretta e sostenibile degli accumuli di Cymodocea nodosa depositati sulle spiagge dal ciclone Harry. L’associazione ambientalista ricorda che si tratta di una pianta marina pioniera, fondamentale per l’equilibrio degli ecosistemi costieri e per la protezione naturale degli arenili.

Secondo Legambiente, trattare questi accumuli come rifiuti da smaltire negli impianti di compostaggio o biogas è possibile, ma comporterebbe costi elevati destinati a ricadere sulla collettività attraverso un aumento della TARI. Per questo l’associazione propone soluzioni alternative, più economiche e soprattutto più rispettose della dinamica naturale delle spiagge: mantenimento in loco, spostamento in arenili soggetti a erosione o interramento in sito, purché senza trasporto. Prima di qualunque intervento, però, è indispensabile rimuovere manualmente o con mezzi leggeri i rifiuti antropici mescolati al materiale vegetale.

La nota ricorda che la gestione di Cymodocea e Posidonia è regolata da un quadro normativo preciso – dalla circolare ministeriale del 2006 alla legge “Salvamare” del 2022 – che considera questi materiali non solo rifiuti, ma anche risorse utili alla protezione delle spiagge. Le banquettes, infatti, svolgono un ruolo fondamentale nel contrasto all’erosione, attenuando l’energia delle onde e contribuendo alla stabilità della linea di costa. Lo confermano anche la Corte Costituzionale e la Cassazione, che nelle loro sentenze hanno riconosciuto il valore ambientale di questi accumuli naturali.

Legambiente invita quindi i Comuni a privilegiare il mantenimento in loco, rimuovendo solo i rifiuti estranei, e a ricorrere allo spostamento o all’interramento solo come soluzioni secondarie. L’associazione sottolinea che queste pratiche sono a costo quasi zero, poiché rientrano già nei contratti di pulizia invernale delle spiagge, mentre il conferimento agli impianti di trattamento comporterebbe spese significative.

L’obiettivo, conclude la nota, è adottare criteri di gestione delle spiagge più responsabili ed ecosostenibili, capaci di prevenire l’erosione costiera e ridurre la produzione di rifiuti biodegradabili, trasformando un materiale naturale in una risorsa per la tutela del territorio.