lo scontro
Guerra dell’acqua nell'Agrigentino: slitta il vertice Colianni, ma tra Aica e Siciliacque non c’è tregua
Debito da 24 milioni e posizioni congelate: il faccia a faccia posticipato a martedì per un'indisposizione dell'assessore
Non si è svolto l'atteso “incontro bilaterale con mediazione” che l'Assessorato regionale all'Anergia ed ai Servizi di pubblica utilità ha voluto organizzare con i vertici dell'Azienda Idrica Comuni Agrigentini e Siciliacque. Una indisposizione dell'assessore Francesco Colianni ha disposto il rinvio alla prossima settimana, martedi 17 febbraio. Il rappresentante del governo regionale ha forse voluto dare alle due parti qualche giorno in più per riflettere in attesa di una forma di risoluzione alternativa alla profonda controversia tra le due parti in conflitto. Ma né da Aica né da Siciliacque, non ci sono al momento atteggiamenti distensivi.
La scelta di riaprire il confronto nasce dalla necessità di affrontare questioni che, negli ultimi mesi, hanno generato tensioni operative e difficoltà nella gestione del servizio idrico. Ricapitolando i termini della contesa, c'è un debito dell'azienda consortile di oltre 24 milioni di euro (nel frattempo incrementato dal mancato pagamento della fattura di gennaio). Siciliacque proponeva la chiusura con 20mln dalla Regione e 3,5 mln rateizzati, oltre al taglio del 50% degli interessi, ma AICA ha respinto la proposta, definendola da "esattori" e proponendo di saldare solo 20mln, chiedendo la rinuncia a 7,4mln di euro. Entrambe le parti, da noi contattante, sostengono che non ci sono modifiche rispetto alle posizioni assunte. Tale scenario è ben chiaro all'assessore regionale Colianni. E Siciliacque ha più volte rimarcato una condizione di oggettiva difficoltà che si ripercuote in ambito regionale.