Attualità
Sanità privata, continua a salire la tensione tra i lavoratori del Ragusano e del Siracusano
La Cisl Fp: "Contratti scaduti da otto anni, situazione insostenibile. Pronti per la mobilitazione"
Il segretario generale Cisl Fp Ragusa Siracusa Mauro Bonarrigo
Cresce la tensione tra i dipendenti della sanità privata e delle Rsa. I contratti collettivi nazionali, scaduti da otto anni nel comparto della sanità privata e da ben tredici nelle residenze sanitarie assistite, non sono mai stati rinnovati dalle associazioni datoriali Aris e Aiop, che gestiscono una vasta rete di strutture accreditate e sostenute anche con fondi pubblici. Nel territorio ibleo e aretuseo, come nel resto della Sicilia, la situazione appare paradossale: infermieri, tecnici di laboratorio e di radiologia, fisioterapisti, logopedisti, Oss, ausiliari e impiegati amministrativi del privato continuano a percepire trattamenti economici e giuridici inferiori rispetto ai colleghi del pubblico, pur operando in presidi che erogano servizi essenziali e dispongono di posti letto finanziati dal Servizio sanitario regionale con denaro dei contribuenti. «Parliamo di professionisti che durante la pandemia sono stati definiti eroi e che oggi vengono dimenticati con una facilità disarmante», denuncia il segretario generale della Cisl Fp Ragusa Siracusa, Mauro Bonarrigo.
«Non è accettabile che chi garantisce assistenza quotidiana, spesso in condizioni difficili, sia costretto a lavorare con contratti scaduti da quasi un decennio. Le associazioni datoriali non possono continuare a sottrarsi alle loro responsabilità mentre gestiscono servizi finanziati con denaro pubblico». In assenza di segnali concreti, la Cisl Fp annuncia iniziative sindacali più incisive. «Siamo pronti a coinvolgere l’Ispettorato del Lavoro e lo Spresal – spiega il responsabile del dipartimento Sanità privata della Cisl Fp Rg Sr, Sebastiano Miceli – per verificare la congruità degli organici e la reale presenza delle figure professionali necessarie a garantire i servizi. Non resteremo a guardare». Per Bonarrigo, il quadro è divenuto insostenibile: «È troppo facile fare impresa con i soldi pubblici e farlo sulle spalle dei lavoratori. Le strutture accreditate devono assumersi l’onere di riconoscere dignità contrattuale a chi manda avanti i servizi. Non possiamo più attendere: serve una presa di coscienza immediata da parte delle associazioni datoriali». La Cisl Fp ribadisce infine che il rinnovo dei CCNL non rappresenta soltanto una partita economica, ma un atto di giustizia nei confronti di migliaia di addetti che ogni giorno garantiscono assistenza, cura e professionalità. Senza risposte tempestive, avverte il sindacato, la mobilitazione sarà inevitabile.