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Rivoluzione sanità: aprono 3 Case della Comunità e si stabilizzano 28 infermieri
Meno code in ospedale e cure vicine a casa: inaugurazioni a Ribera, Canicattì e Ravanusa
L’assistenza sanitaria in provincia di Agrigento volta pagina. Lunedì 16 febbraio segnerà una data spartiacque per il territorio con l’inaugurazione delle prime tre strutture di prossimità: un passo concreto verso un modello di cura che esce dalle mura degli ospedali per entrare nel cuore dei centri abitati. Si tratta dell’inizio di un percorso ambizioso che vedrà, a regime, l’attivazione di 19 presìdi in tutta la provincia.
Il tour delle inaugurazioni: da Ribera a Ravanusa
La giornata sarà scandita da un fitto calendario di appuntamenti istituzionali alla presenza dell’assessore regionale alla Salute, Daniela Faraoni. Il taglio del nastro partirà alle 10:30 a Ribera, dove verrà consegnata alla cittadinanza la prima Casa della Comunità.
Il programma proseguirà poi verso il capoluogo. Alle 13:00, presso l’ospedale San Giovanni di Dio di Agrigento, è previsto un momento di fondamentale importanza per la tenuta del sistema sanitario locale: la sottoscrizione dei contratti di stabilizzazione per ventotto infermieri ASP. Un’iniezione di stabilità professionale che mira a colmare le storiche carenze d’organico e a dare dignità a lavoratori che rappresentano il pilastro dell’assistenza.
Nel pomeriggio, l’assessore si sposterà a Canicattì (ore 15:00) e infine a Ravanusa (ore 16:00) per completare il primo trittico di aperture. Alle cerimonie parteciperanno i sindaci dei comprensori interessati, insieme alle massime autorità civili e militari, a siglare un patto territoriale tra istituzioni e cittadini.
Cosa sono le Case della Comunità: meno attese, più assistenza
Le Case della Comunità non sono semplici uffici amministrativi, ma veri e propri hub sanitari multifunzionali. Rappresentano la risposta alla necessità di decongestionare i pronto soccorso, offrendo un’alternativa valida per le patologie non acute e la gestione delle cronicità.
All'interno di queste strutture opereranno in modo integrato: medici di medicina generale e pediatri; infermieri di famiglia e comunità; medici specialisti e assistenti sociali.
L'obiettivo è la "presa in carico" globale del paziente, specialmente se fragile o anziano, garantendo continuità tra le cure domiciliari e quelle ambulatoriali.
Un sistema moderno e capillare
L’attivazione di queste strutture risponde alle direttive nazionali di riorganizzazione della rete territoriale. In un territorio geograficamente complesso come quello agrigentino, la vicinanza dei servizi diventa un fattore determinante per il diritto alla salute. La collaborazione tra ASP, Regione e Comuni punta a trasformare la sanità da "luogo della cura" in emergenza a "luogo della prevenzione" costante, riducendo le distanze fisiche e burocratiche tra l'utente e il sistema sanitario.