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la denuncia

"Basta promesse, vogliamo l’acqua": la deputata Iacono (Pd) porta il caso Canicattì in Parlamento

"Inefficienze ignorate, ora servono i responsabili. Gestione Aica inaccettabile"

13 Febbraio 2026, 14:52

15:00

Al Cpr di Caltanissetta visita di Iacono (Pd): «Strutture simbolo del fallimento del Governo,  vanno chiuse»

Giovanna Iacono

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La crisi idrica che attanaglia la provincia di Agrigento continua a sollevare un polverone di polemiche, trasformandosi in uno scontro politico aperto. Al centro del mirino c'è nuovamente la gestione di Aica (Azienda Idrica Comuni Agrigentini), accusata di non riuscire a garantire un servizio essenziale in comuni chiave come Canicattì. A dar voce all'esasperazione dei cittadini è la deputata del Partito Democratico, Giovanna Iacono, che definisce il quadro attuale come "insostenibile".

Un grido d'allarme rimasto inascoltato

Secondo la parlamentare dem, i disservizi che stanno mettendo in ginocchio famiglie e attività commerciali non sono frutto di una fatalità, ma di criticità ampiamente previste. «Diverse volte ho denunciato con forza quanto stava accadendo», spiega la Iacono, «segnalando la mala gestione di Aica e avvertendo che, senza un cambio di rotta, saremmo arrivati a questo punto. Non era allarmismo, ma la constatazione di problemi evidenti mai affrontati».

I turni di erogazione, diventati ormai imprevedibili e troppo distanziati nel tempo, stanno spingendo la comunità di Canicattì al limite della sopportazione. La deputata sottolinea come le promesse e le comunicazioni generiche arrivate finora non abbiano trovato alcun riscontro nella vita reale dei cittadini, costretti a fare i conti con i rubinetti a secco per periodi prolungati.

L’iniziativa parlamentare: «Servono soluzioni, non promesse»

Non si tratta solo di una protesta di facciata: Giovanna Iacono annuncia battaglia nelle sedi istituzionali. «Mi sto attivando in sede parlamentare con iniziative formali per sollecitare interventi immediati», dichiara la deputata. L'obiettivo è duplice: da un lato verificare le responsabilità nella gestione del servizio, dall'altro imporre un piano serio di approvvigionamento che garantisca stabilità e continuità.

I punti cardine della richiesta avanzata al Governo e agli enti competenti sono chiari. Trasparenza: chiarire le cause dei guasti e dei ritardi. Interventi strutturali: accelerare i lavori sulle reti idriche colabrodo. Equità: assicurare criteri di distribuzione rispettosi dei livelli essenziali di servizio.

«Non resterò in silenzio»

La conclusione della deputata è un impegno formale verso il territorio: «Non intendo restare in silenzio davanti a una provincia che paga inefficienze e ritardi cronici. Seguirò la vicenda passo dopo passo, aggiornando la comunità su ogni sviluppo».

Mentre la politica si muove a Roma e Palermo, a Canicattì resta l'attesa per un servizio che, nel 2026, dovrebbe essere un diritto acquisito e che invece somiglia sempre più a un privilegio intermittente.