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C'era una volta il centro storico a Modica: ora è allarme desertificazione

A lanciare il monito Alternativa socialista che chiede l'adozione di contromisure specifiche

14 Febbraio 2026, 18:41

C'era una volta il centro storico a Modica: ora è allarme desertificazione

Il centro storico di Modica

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Non è soltanto una fila di serrande abbassate: è un grido d’allarme che risuona dal cuore della città. Le immagini che circolano sui social, condivise dai residenti, mostrano un corso Umberto sempre più spoglio, con le luci delle vetrine che si spengono una dopo l’altra.

La denuncia arriva dal comitato Alternativa Socialista di Modica, che parla di una “desertificazione commerciale” generata da anni di scelte strategiche errate.

Per il gruppo, il progressivo svuotamento di Modica Bassa non è un destino ineluttabile dettato dai tempi, ma la conseguenza di una carenza di visione. “Siamo di fronte al risultato di politiche urbane inadeguate”, afferma Antonio Ruta a nome del comitato.

Siamo di fronte al risultato di politiche urbane inadeguate”, afferma Antonio Ruta a nome del comitato. “Il commercio di prossimità è stato abbandonato a se stesso, mortificando il ruolo storico del centro, il luogo dove i modicani si sono sempre identificati come comunità”.

Nella lettura dei socialisti, la bottega non è solo un’attività economica: è presidio di sicurezza, identità e relazioni. Un centro privo di negozi è, inevitabilmente, un centro che si spegne.

Per invertire la rotta, Alternativa Socialista propone una risposta corale: la convocazione immediata di una conferenza programmatica dedicata al rilancio commerciale e sociale. L’obiettivo è radunare attorno a un unico tavolo tutti gli attori della vita cittadina: amministrazione comunale e rappresentanti di ogni forza politica, Confcommercio, categorie imprenditoriali e, soprattutto, i proprietari dei locali commerciali – nodo decisivo nella gestione dei canoni di locazione – oltre ad associazioni culturali, dirigenti scolastici e rappresentanti delle comunità straniere residenti.

Il piano d’azione auspicato dovrà essere pragmatico e poggiare su leve mirate per favorire il ritorno di attività di qualità nel centro storico: agevolazioni sulla fiscalità locale per le nuove aperture; politiche degli affitti per calmierare i prezzi dei locali sfitti; interventi su accessibilità e mobilità, rendendo l’area centrale facilmente raggiungibile e vivibile; rigenerazione sociale attraverso il ritorno di funzioni urbane – uffici, servizi, eventi – capaci di generare flussi costanti di persone.

La proposta non riguarda soltanto la parte bassa della città. La conferenza, secondo il comitato, dovrebbe affrontare anche il tema del Polo Commerciale, con l’intento di restituirgli la vocazione originaria di centro commerciale naturale.

Al centro, l’idea di un “nuovo patto di solidarietà” tra la Modica storica e la città nuova: non due realtà concorrenti che si sottraggono clientela, ma componenti di un unico ecosistema urbano.

“Basta con i sofismi politicanti e le tattiche di basso profilo”, conclude Antonio Ruta. “I problemi della città riguardano tutti e ognuno ha il potere di contribuire. Serve il coraggio di rimettere Modica Bassa al centro come spazio di comunità”.