Università
Doppio ricorso al Tar per entrare, finalmente, a Medicina. E la vittoria insperata
I giudici entreranno nel merito della decisione per il diciannovenne Raffaele Costa a marzo. E per l'avvocato quello di Messina è un «caso unico»
Un braccio di ferro legale ha visto il diciannovenne Raffaele Costa opporsi all'Università di Messina per poter accedere al percorso di studio di Medicina. Inizialmente escluso dai test del "semestre filtro" a causa di un disservizio informatico che non gli aveva conteggiato le presenze, il giovane ha ottenuto dal Tar di Catania il diritto a sostenere la prova grazie al ricorso dell'avvocato Giuseppe Saya. L'esame, tuttavia, ha avuto esito negativo, aprendo un secondo fronte di scontro. Costa, affetto da dislessia e discalculia, non avrebbe infatti ricevuto il supporto previsto dalla legge: «Si è verificato un fatto più unico che raro – denuncia il legale – l'Ateneo ha negato gli ausili necessari alla sua patologia documentata e ha rifiutato la reiterazione della prova in due appelli, come impone la normativa».
Nonostante gli ostacoli, lo studente, che in questi mesi ha raccontato le sue vicissitudini sui social descrivendo il suo profilo Facebook "Diario di uno studente di medicina con la passione per la recitazione", non ha desistito. Il Tar etneo, ravvisando una situazione di «estrema gravità e urgenza» legata al rischio di perdere lezioni fondamentali, ha emesso il 12 febbraio un decreto monocratico a firma del presidente Pancrazio Maria Savasta. Il provvedimento accoglie l'istanza cautelare e ammette con riserva il ragazzo a frequentare i corsi del secondo semestre, rinviando all'11 marzo la decisione collegiale. Una vittoria parziale che permette a Raffaele di non interrompere gli studi in attesa del giudizio di merito. «Non chiedo corsie preferenziali né scorciatoie – precisa il giovane aspirante medico – Voglio solo che i miei diritti e le regole vengano rispettati. Il mio sogno è diventare cardiochirurgo».