17 febbraio 2026 - Aggiornato alle 22:34
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la polemica

Caso Ramelli, FdI al contrattacco: "La sinistra non ha fatto pace con la storia"

Barba lancia la sfida: "Onoriamo tutte le vittime degli anni di piombo"

17 Febbraio 2026, 20:28

Una strada cittadina sarà intitolata a Sergio Ramelli, scoppia la polemica politica

Via Sergio Ramelli

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Non si placa la polemica dopo la decisione del Comune di Agrigento di dedicare a Sergio Ramelli una rotonda della città. Contro l'ipotesi, come si ricorderà, si erano scagliati Pd e ANPI, che avevano invitato il sindaco Franco Miccichè a ritirare l'atto di giunta di intitolazione.

Adesso è Fratelli d'Italia, attraverso il segretario provinciale Adriano Barba, che risponde con fermezza alle polemiche, definendo la reazione della sinistra come quella di chi non ha ancora fatto pace con la propria storia.

Attraverso una nota ufficiale, il partito sottolinea come i conti con il passato siano stati chiusi da tempo, dichiarandosi pronto a sostenere anche l'intitolazione di una strada a Ivo Zini, poiché entrambi i giovani furono vittime della barbarie degli anni di piombo nonostante le opposte appartenenze politiche.

Il comunicato ripercorre la tragica vicenda di Ramelli, ucciso brutalmente a 18 anni non per attività eversive, ma per aver espresso le proprie idee in un tema scolastico contro le Brigate Rosse.

"È vergognoso, dunque, vedere, ancora oggi, come qualcuno a sinistra tenti di strumentalizzare la storia di Sergio, per etichettarlo e infangarlo, solo perché non apparteneva al loro campo politico - scrive ancora Barba -. Se ad Agrigento è dedicata una via a Marx e ad altri esponenti di estrema sinistra, allora siamo davvero di fronte a un paradosso. Non si può continuare a giustificare una storia macchiata da oltre 100 milioni di morti sotto i regimi comunisti e, nello stesso tempo, negare la dignità e la memoria a una giovane vittima degli anni di piombo. Sono certo che il buon senso prevarrà perché la memoria di chi, come Ivo e Sergio, hanno perso la vita quando esporsi significava rischiare di essere uccisi, possa valere da monito per i giovani di oggi. Due giovani, di opposte appartenenze politiche, entrambi caduti vittime della barbarie degli anni di piombo ai quali va il nostro silenzio e rispettoso omaggio alla memoria".